Arte/ Alessandro Mazza, un riminese atipico

Alessandro Mazza è nato a Guidonia sessantuno primavere fa ma è a Rimini dall'età di 15 anni. Si trasfersce a seguito della famiglia: il padre andò in pensione e, innamorato della Rimini dei primi anni '60, gli sembrò un bel posto nel quale passare il resto della propria vita. La formazione artistica di Mazza è, dunque, completamente locale e lui va ritenuto, senza ombra di dubbio, un pittore "riminese". Ma, rispetto alla stragrande maggioranza dei pittori locali, Mazza non si è fermato al figurativo. Partendo per un itinerario artistico del tutto personale, è passato dal figurativo all'onirico arrivando all'astrattismo più puro, per un'esigenza insopprimibile di sperimentazione e di ricerca. Oggi, scrive di lui la critica internazionale: " una tale energia nelle sue tele che le fa vibrare. I movimenti energici sostengono i contrasti di colore, come ritmi musicali sincopati, in riflessi che si sprigionano come fuochi fatui. In certe zone di accumulo, egli infonde impulsi interiori che liberano un universo di frammenti cromatici. C'è dell'audacia nei suoi dipinti!".

"Io mi definisco un pittore in continua evoluzione - dice lui - Dipingere è per me una sorta di caccia al tesoro. Un tesoro che so essere irraggiungibile. Tuttavia, ogni mattina, quando mi metto davanti alla tela, cerco di andare avanti in questa ricerca. Sapendo che il bello sta, appunto, nel cercare e non tanto nel raggiungere una meta pittorica ideale che è, per sua natura, inconoscibile".

Qual è stato il suo percorso artistico? "Come tutti, sono partito dal figurativo. Poi, man mano, sono passato ad un segno sempre più stilizzato. Sentivo che continuare a disegnare e dipingere, all'infinito, 'perfetti' paesaggi o personaggi, con tutte le luci, le ombre e le proporzioni al loro posto, non mi avrebbe soddisfatto. Così, ho cercato di esprimere quello che sentivo e di farlo in una maniera che potesse dare emozioni a me che dipingevo e a chi guardava i miei quadri. Certo, ogni tanto torno ad impugnare la matita e a ridare forme 'tradizionali' ai miei quadri. Ma è più un modo per rinfrescare la tecnica, che un'esigenza artistica". "In verità - continua - ho anche avuto un periodo di crisi. Per circa 12, 13 anni, ho dipinto pochissimo e solo fantasmi o guerrieri. Sentivo di aver perso la strada verso quel tesoro che inseguo. Questo testimoniavano i fantasmi. I guerrieri, credo volessero rappresentare la voglia di combattere comunque per i miei obiettivi".

Com'è uscito dal periodo di crisi? "Mi ha stimolato il lavoro di gallerista al quale mi dedico assieme a mia moglie. Mi dicevo: ma se mi occupo di quadri d'altri, perchè non riprendere a fare qualcosa di mio? La chiave di volta però è stata il mio incontro con Maurizio Quartieri. Quartieri è un critico d'arte che fa consulenze per il Comune di Modena. Proprio a Modena ebbe modo di vedere alcune mie opere e mi disse subito: 'Ma perchè non le espone?'. In passato, io avevo già esposto in delle personali o collettive ma ormai non ci pensavo più. Dalle sue parole ho avuto una spinta fortissima. Cos'è, ho ripreso a dipingere con buona lena e ho ricominciato a far vedere le mie cose. Negli ultimi tempi, le mostre più importanti in Italia sono state quest'anno proprio a Modena, dove ho esposto una quarantina d'opere, e l'anno scorso a Rimini, dove ho potuto mettere a disposizione del pubblico 94 dipinti".

Non è un caso che Mazza parli di Modena e Rimini come degli avvenimenti artistici più importanti che l'hanno riguardato sul territorio italiano. Infatti, i dipinti del maestro riminese sono esposti con ottimo successo anche in Francia. Paese dove, tra l'altro, è recensito sulle più importanti riviste d'arte. Molto merito di tutto ciò va a due mercanti d'arte di Lione che, viste le sue opere in esposizione alla Sala delle Colonne di Rimini, hanno deciso di 'venderlo' alle gallerie d'arte transalpine. Attualmente, suoi quadri sono alla galleria 'Art Jalene' di Nantes, in una collettiva dedicata a pittori italiani e intitolata 'Des Italiens tres creatifs'. Con lui espongono Alex Bertaina, Sergio Ugolini e Diego Palasgo.



Flavio Semprini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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