Il Cancelliere/ L'intervista di fine anno...

Pubblichiamo l'intervista di fine anno al Cancelliere. L'intervista, risalendo ad alcuni giorni fa, presenta alcune incongruenze temporali (laddove si parla, ad esempio, del "prossimo caso Battisti"), ma nel complesso riteniamo utile pubblicarla così com'è, restando comunque d'interesse per le previsioni in essa contenute".

La Redazione

Signor Cancelliere, cosa sta succedendo in Italia? Cosa ci dice di questo fine anno tempestoso? Nulla che non fosse prevedibile, purtroppo. Vede, quando un sistema politico arriva ad una fase politica che potremmo chiamare "preagonica" si scatenano gli elementi e le passioni peggiori. Oggi le invenzioni di Libero e del Giornale, domani chissà...

Teme qualcosa? Sì. Vede, qualche giorno fa ho letto sulle "news" on line del Secolo d'Italia un intelligente articolo del direttore Flavia Perina, che, commentando appunto le uscite dei giornali legati a Berlusconi sui "finti attentati al presidente Fini, concludeva che questo tipo di "informazione" ha oggi la funzione che negli anni '70/'80 avevano le bombe. Oggi ,dice la Perina, senza spargimento di sangue, la diffamazione da parte dei giornali e delle TV legate al Premier cercano di ottenere lo stesso risultato.

Infatti la Perina dice questo. E lei cosa commenta? Trovo l'articolo intelligente, ma temo, leggermente autoconsolatorio.

In che senso? Semplice, se la strategia, chiamiamola: "Belpietrista" "Feltriana", avrà successo, bene, tutto finirà lì, ma se così non fosse (e c'è da augurarsi che sia così...) temo si vedrà molto di peggio.

Cioè, se non bastano le "buone" potrebbero tornare le "cattive azioni". Cioe' se non bastasse la diffamazione arriverà qualcos'altro; è così? Sì, vede, il problema è che anche se dovesse aver successo l'ulteriore "acquisizione" di deputati (come la chiama la Guida Suprema) la crisi di regime resta e si innesta in una crisi economica che sarà ogni giorno più feroce. Infatti il 2011 sarà molto più critico del 2010. In questo clima pesante si sono viste e si vedranno certamente forme di protesta "forte" cui corrisponderà una "reazione" esagerata e ansiogena. Pensi, ad esempio, alle uscite di TV (tutte) e giornali nei giorni della protesta studentesca contro la "Riforma Gelmini". Allarmi pesantissimi (Maroni); richieste di "retate preventive" (Gasparri), ecc... Tutti a dire di "temere" la rivolta, la violenza, la piazza, il caos... In realta' non lo temevano, lo speravano, con tutte le loro forze! Non è successo nulla e tutto si è concluso pacificamente, ma alla prossima occasione? Ecco quel che temo e, in un certo senso, prevedo. Diciamo che "si fara' in modo che accada...". In conclusione, la "creazione" mediatica di una realtà diversa da quella effettiva potrebbe non bastare più e allora...

Allora prepariamoci al peggio? Esatto, come dicevo all'inizio, tutti i regimi arrivati alla fine del ciclo diventano più pericolosi e "cattivi". Tutti e sempre. C'è un mucchio di gente che, oggi, è "qualcuno" e domani, finito il regime, tornerebbe a essere "nessuno". E' un'elementare realtà storica. E lei può pensare, seriamente, che se le cose dovessero, per loro, mettersi al peggio lascerebbero andare? Tornerebbero all'anonimato? Direbbero "accomodatevi" e restituirebbero le chiavi?

No, effettivamente credo di no. Bravo! Ecco dove la Perina e molti bravi intellettuali proprio dell'area "moderata" (ad esempio Galli Della Loggia nei suoi articoli sul Corriere della Sera) sbagliano: è proprio qui. Io penso che vivremo, molto presto, un periodo simile a quello del 1953.

Cioè? Mi riferisco agli ultimi mesi di vita di Stalin. Fu un periodo particolarmente convulso e pericoloso, meno sanguinoso ovviamente del 1937/38 ma a modo suo terrificante. E sa da cosa fu caratterizzato?

No. Dal succedersi, ossessivo, delle denuncie di complotti. L'ultimo, allora famosissimo, il "complotto dei medici" (ebrei) per uccidere Stalin. Ma ve ne furono tantissimi altri... Guardi l'attualità, ogni giorno si parla di "complotti" o "congiure" contro l'attuale "Guida Suprema". La spazzatura a Napoli: un complotto! Fini: un congiurato, lo stesso Fini: "organizza complotti" (finti) contro se stesso per incolpare Berlusconi! L'opposizione: complotta! Oggi, fine 2010, le parole più usate nei media del "Capo" (TV e giornali) e quelli "ausiliari" (Gruppo "Monti": Carlino, Nazione, ecc.) quotidiani locali "connessi", le parole più usate sono "congiura", "complotto", "congiurati"! Sembra incredibile eppure accade oggi: dicembre 2010. In sostanza un Paese come l'Italia, in gravissime difficoltà, è governato da un personaggio, e dalla sua corte, che sanno fare tre cose: minacciare, fare le vittime, ammiccare. Lo fanno a giorni e ore alterni, ma non fanno altro. Il meccanismo dell'ansia nel 2011 arriverà a livelli parossistici. Lo vedremo, a livelli minori, con il prossimo caso "Battisti" e, a livelli maggiori, sull'ulteriore spinta che verrà data alla contrapposizione etnico-religiosa nel Paese. Elevare il tono dello scontro con la minoranza musulmana avrà sicuramente l'effetto di coagulare attorno a parole d'ordine forti una maggioranza un po' smarrita, specie al Nord, in cui non sarà possibile ancora per molto tempo andare avanti col mantra (già usurato) del "federalismo". Naturalmente, innescare certi meccanismi è pericolosissimo, ma a chi lo farà, non manca la spregiudicatezza per deciderlo, se lo ritenesse di suo interesse. Questo avverrà anche per le gravissime difficoltà in cui versa la Chiesa Cattolica che, di solito, da noi ha sempre avuto un compito moderatore che, oggi, stenta a reggere. Pensa che io esageri?

Neanche un po'. Bene e quindi se non esagero, pensa che sia a sua volta esagerato prevedere che, se questo gioco, per ora solo mediatico e di "creazione dell'ansia" non dovesse bastare, potrebbe accadere ben di peggio?

Evoca periodi bui, paurosi, della storia italiana. Beh, un po' di paura non guasta, ogni tanto.

Antonio Cannini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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