Il Cancelliere: "debito e pressione fiscale ci faranno saltare per aria"

Proseguiamo in un secondo momento la nostra chiacchierata col Cancelliere.

Ci diceva delle prossime crisi dei "debiti sovrani" e ci faceva anche una precisissima previsione temporale. Ripetiamo: ma perchè questo dovrebbe avvenire per l'Italia che, così dicono tutti, "è troppo grande per fallire?". "In questi casi nulla è più pericoloso dei luoghi comuni. Il Giappone era vent'anni fa la seconda potenza economica mondiale, entrò in stagnazione e lì è ancora. Dopo vent'anni. Lei pensa di poter paragonare Spagna e Italia al Giappone?".

No, effettivamente. "Aggiungo che l'Italia è affetta ("appestata", per continuare il paragone con i topi...) da due virus micidiali. Il primo è l'enorme debito pubblico che, badi bene, ora non è più in mano ai cittadini italiani, come ancora un decennio fa, ma delle grandi istituzioni finanziarie internazionali. Nè più nè meno di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, ecc. Il secondo è l'altissima pressione fiscale che oggi viene taciuta, (anche se sentita dai cittadini sulla propria pelle...) che rende impossibile ogni manovra di ripresa. Se la si allenta, si paventano crolli al "rating" del debito, se la si accentua (o basta resti tale) crolla (come sta avvenendo) l'economia reale e, di conseguenza, paradossalmente anche le entrate ordinarie".

Quadro preoccupante. "Calando le entrate ordinarie si scatenano le periodiche "guerre all'evasione" che però, in buona parte, più che evasioni "reali" (legate per lo più alla finanza e alla grande criminalità che non vengono toccate se non per sbaglio, colpiscono i "produttori" ed "intermediari" piccoli e medi, generando paura e (in chi ci riesce) voglia di fuggire. Questa situazione non sfugge in sede internazionale, anche se viene nascosta e ammantata di paroloni e parole d'ordine sul piano interno. Ma nel mondo, come dicevo, di questo "trend" nulla viene sottaciuto e fra poco verrà presentato il conto".

Queste cose non siamo abituati a sentirle. "Sarebbe meglio ci si abituasse. La consapevolezza è già un primo passo verso la soluzione".

Sulla pressione fiscale quello che Lei dice non sembra confermato, almeno dalla stampa nazionale. "No, Lei deve leggere con attenzione. I dati OCSE danno al terzo posto mondiale (!) l'Italia come pressione fiscale. Sono dati poco pubblicizzati in Italia, ovviamente, ma se legge tra le righe li troverà anche sulla stampa nazionale. Ovviamente, preciso, quella non spudoratamente "fiancheggiatrice" del Governo".

Quale? "Ad esempio dia un'occhiata alla "Stampa" di Torino di questi giorni. Qualcosa troverà.".

Antonio Cannini

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