Primarie Pd/ La gente di sinistra si è stufata di un partito bolso, fatto solo d'apparato

Le appena concluse "primarie" del Pd dimostrano (ancora una volta se ve ne fosse stato bisogno...), l'anomalia della politica riminese nel Centrosinistra. In parole povere del Pd. Qui da noi e nella Regione più in generale, l'"apparato" è ancora dominante e fa quel che vuole a dispetto di tutti, ma lo ottiene con un consenso sempre più ristretto. Di pochi. Veramente pochi. Pur di arrivare al risultato voluto (Andrea Gnassi Candidato), si è nell'ordine:

1) escluso l'unico candidato meritevole ed effettivamente nuovo (Pazzaglia);

2) presentati tre candidati fotocopia e soprattutto, nella sostanza, tutti e tre "di apparato", distinguibili solo per l'età e il ritocco nelle foto (non necessario per Gnassi, già giovanotto per conto suo e quindi non bisognoso di "coulisse", inutile per manifesta impossibilità di miglioramento per Arlotti, pesante e un po' ridicolo per Fabbri).

3) Il candidato Arlotti è già vicesindaco "in pectore" in uno scambio di amorosi sensi col Gnassi medesimo.

4) Si è imbarcata "per far scena" una figura (la Gattei) che forse avrebbe fatto meglio a starsene a casa. Nonostante, almeno in teoria, la manifesta omogeneità degli altri tre, sulla carta, le desse qualche "chance" di ben figurare, ha rimediato una figura barbina. Macchè. Anche in questa situazione la candidata di "No merda in mare"(?) ha ottenuto numeri e percentuali risibili.

Il problema è che questo meccanismo ha stancato e sono andati a votare in pochissimi. Brutto segno. Primo, se non fosse per la "manifesta inferiorità" dell'opposizione di Centrodestra riminese, nascerebbero dei dubbi nella vittoria finale del Pd. Per dare un ordine di grandezza a Milano (città ovviamente più grande, ma dove il Pd non arriva al 20%, sono andati a votare in 70.000). In secondo luogo, quel che è successo a Rimini è, secondo noi una piccola spia, del perchè in un Paese come l'Italia, governato (si fa per dire), da un curioso omino che sa fare benissimo solo una cosa (gli affari propri), l'opposizione, quella vera e combattiva, sia più affidata ai suoi ex alleati (Fini-Casini) che al Pd, che invece dovrebbe essere la "guida" all'alternativa.

Evidentemente la sua dirigenza, nazionale e locale, ormai ha talmente scocciato tutti (o quasi), da far sì che ormai parte degli italiani (sia pur rincoglioniti, dobbiamo dirlo, dalle televisioni) tolleri l'intollerabile, festeggia in Borsa con il + 4% di Mediaset la fiducia di "Scilipoti, Razzi & Company" e, se proprio vuole opporsi all'inverosimile e vorace caimano, si rivolge ad un altro "soggetto", evitando accuratamente il Partito Democratico ed i suoi bolsi leader. Terrificante...

Woland

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net