Primarie Pd/ Ha vinto Gnassi. Non cambia niente. Se avesse vinto uno degli altri? Lo stesso.

Allora ha vinto Gnassi. Era facilmente prevedibile, anche se lo scarto rispetto ad Arlotti (al quale non è bastato l'aiuto "a supporto" del sindaco uscente Ravaioli) è stato basso. Fabbri ha rimediato una brutta figura, mentre la percentuale della Gattei è stata, come avevamo previsto, ma ancor peggio del previsto, risibile. Questo, in sintesi, il risultato delle primarie del Partito Democratico per individuare il candidato sindaco alle elezioni della primavera 2011.

Candidato che, con ogni probabilità, sarà effettivamente dal prossimo anno il sindaco di Rimini, stante l'assoluta inettitudine del Centrodestra magistralmente descritta dal nostro collaboratore Antonio Cannini nell'articolo di ieri intitolato "Il Centro-Destra vuole perdere le elezioni. Ecco perchè". L'unica cosa decisamente negativa, ma che alla fine sarà probabilmente irrilevante alla prova dei fatti, è la scarsa partecipazione. Appena 6.500 persone si sono presentate ai "seggi" del Pd.

Appena un paio di anni fa, in occasione delle irrilevanti primarie che dovevano "incoronare" il segretario nazionale (per poco...) Veltroni, erano circa il 30% in più. Segno della disaffezione che ormai dilaga, e che fa pensare a tutti che il sindaco di Rimini, Gnassi o Arlotti che sia, non potrà risolvere i problemi ormai incancreniti di questa Città. Anche perchè entrambi, sia il più giovane (Gnassi) che il più anziano (Arlotti), da tempo immemorabile fanno parte del gruppo dirigente del Partito Democratico (e prima P.C.I., P.D.S., D.S., ecc.), sia pur in posizione subordinata al capo carismatico Maurizio Melucci, ora passato a più "alti incarichi" regionali. Questa è la sintesi amara, ma reale, di una ordinaria giornata di "primarie".

HCT

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