Mercato coperto/ Una dovuta precisazione

Poichè ci sono arrivate varie richieste di chiarimenti sulla vicenda della "trasformazione" di (parte) del Mercato Coperto di via Castelfidardo in Supermercato Conad, crediamo di dover mettere un punto fermo per rendere espliciti, per quanto è possibile, i problemi sul tappeto sottolineati, tra l'altro, da una parte degli operatori.

1) In primo luogo si può discutere della scelta "politica". E cioè se sia giusto trasformare gran parte di una struttura mercatale (quindi per definizione "aperta") in un supermercato (Conad, nel caso specifico, ma un'altra sigla non farebbe differenza...), supermercato che, invece, per definizione, è "chiuso". Qui siamo nell'ambito della politica, e politico deve essere il giudizio.

2) Quello che dall'altra parte viene sottolineato (e secondo noi è molto importante...), è come questa radicale modifica possa essere avvenuta. Questo ci chiedevamo negli articoli precedenti (ad esempio quello del 2 dicembre), e in sostanza è quello che ha domandato alla Giunta il Consigliere Stefano Casadei il 7 dicembre. La risposta dell'Assessore Gamberini (se possiamo chiamarla tale...) è arrivata nei termini che si possono leggere sui giornali (abbiamo citato La Voce dell'8 dicembre), ed è stata una non risposta perchè suona più o meno: "...le cose sono così da molto tempo...". Come se il tempo potesse sanare tutto! (Come le pene d'amore...!).

In realtà, se abbiamo capito bene (e vi assicuriamo che abbiamo capito bene...), la domanda non è, ovviamente, da quanto tempo si è creata questa situazione (anche un cieco ed un sordo sanno che è così da vari anni), ma se essa è nata legittimamente. Questa è la risposta che gli interessati attendono. In una città ove anche gli atti più banali sono soggetti a permesso e/o concessione, queste (pesantissime) modifiche sono state "concesse"? Vi sono cioè dei "titoli" emessi dal Comune (come si dice in "burocratese") alla base di questa trasformazione? Ad esempio, i criteri della Legge Bersani sono stati rispettati? I manufatti realizzati attorno all'edificio sono legittimi? In parole povere: qualcuno è stato favorito in danno di altri?

Queste sono solo alcune delle domande alle quali gli operatori (e i cittadini) avrebbero interesse ad avere una risposta. Questo specialmente da un'Amministrazione comunale che predica (e nei confronti dei "piccoli" sicuramente pratica) la "tolleranza zero", ma appare un po' troppo tollerante con se stessa. E questo è un problema importante su un piano puramente politico e di "trasparenza", trasparenza di cui si parla tanto (secondo noi troppo), senza far nulla per realizzarla in concreto, al di là delle vuote enunciazioni.

Tutto qui. Poi, se emergessero illegittimità o illeceità, altri dovrebbero procedere, ma al cittadino, su un piano più modesto interessa, dome detto prima., la trasparenza che nel caso di questa vicenda, ci sembra manchi del tutto.

A.C.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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