Confesercenti attacca la Grande Distribuzione. Pari e Pierro, che hanno da dire?

Negli ultimi giorni sulla stampa nazionale si sta facendo sempre più strada un argomento che a noi è sempre stato molto caro: quello sulla concorrenza in generale e sul pericolo dei monopoli nella grande distribuzione, specie alimentare. E' un argomento che ci sta a cuore e sul quale negli anni - e soprattutto di recente - abbiamo scritto molto, perchè Rimini è un esempio sul "dove" in poco tempo possa portare una politica tutta improntata al favorire la grande distribuzione. L'ultimo spunto lo dà ieri (appunto sui giornali nazionali) il vertice della Confesercenti che addirittura parla di un "processo di desertificazione preoccupante che porterà nel giro di pochissimo tempo (due o tre anni), oltre metà dei Comuni italiani ad essere completamente privi di una struttura distributiva alimentare".

Sempre il presidente di Confesercenti ricorda poi che i punti vendita si sono ridotti negli ultimi vent'anni da circa 400.000 a poco più di 80.000 (cioè l'80% in meno) con un tasso di "mortalità" attuale di circa l'8% anno. (A dir la verità, con questi numeri la previsione di "oltre la metà" di cui sopra appare addirittura ottimistica). Il bello è che questo drammatico "grido di dolore" arriva da un'Associazione (la Confesercenti appunto) che, almeno qui da noi, fino a ieri di sicuro, ha "affiancato" la G.D.O. (COOP/CONAD) nel suo assalto e lancia questo allarme di gravità assoluta ora, come si dice, a "babbo morto".

Questo perchè, anche ammettendo (per miracolo), di riuscire ad arrestare il trend attuale di "mortalità" delle piccole aziende da dettaglio, sarà di sicuro impossibile far "resuscitare" anche solo una piccola parte dei "morti". Comunque, dopo l'Antitrust (di cui riferivamo pochi giorni fa nell'articolo intitolato "L'Antitrust contro la G.D.O."), anche la Confesercenti si accorge che qualcosa di gravissimo è successo (e succederà...) e lancia il suo (comunque ormai inutile), grido di dolore. Venendo al nostro piccolo, ci piacerebbe sapere in proposito se, l'ormai "storico" capo della Confesercenti di Rimini (associazione peraltro molto indebolita a Rimini proprio negli ultimi anni, dopo i "fasti" degli anni 70/80), Mirco Pari, ha qualcosa da commentare sulle dichiarazioni del vertice della sua organizzazione.

Altrettanto interessante sarebbe l'opinione dell'attuale direttore della Confcommercio di Rimini. Perchè vi chiederete. Perchè questo è nientemeno che il dott. Pierro, fino a pochissimo tempo fa (diciamo un annetto o poco più...) dirigente del Comune di Rimini nel settore commercio. E quindi massimo responsabile "tecnico" delle politiche commerciali - messe in opera dagli enti locali - che, oggi, le associazioni (nazionali) attaccano a testa bassa e senza giri di parole. Anche questa, se uno ci pensa bene, una ben curiosa situazione...

Per la cronaca, intanto qualche Comune dei dintorni (nemmeno tanto secondario: Verucchio) sta cominciando ad accorgersi di cosa significhi aver puntato tutto sulla G.D.O. con la chiusura (tra l'altro piuttosto drammatica) del Centro "Le Torri" che, oltre ai dipendenti privi di lavoro, lascerà pesanti segni anche sui consumatori, ormai sempre più lontani ("lontani" inteso proprio in senso fisico...) da una ragionevole rete distributiva.

M.C.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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