Commissariamento Carim/ Qui Tremonti ci cova. Forse...

Come i nostri lettori sanno, non commentiamo mai "a caldo" le notizie, anche le più importanti, che vedono coinvolte la nostra realtà riminese. E' una scelta precisa che ci ha consentito negli anni di arrivare sempre molto più vicini al bersaglio. Facciamo una piccola e parziale eccezione con la vicenda "Carim" che si impone tra le altre perchè in essa la gravità e l'oggettivamente serio supera gli elementi di ridicolo che spesso davano spunto alle altre vicende (anche quelle molto gravi come il Palas, ove lo spettacolo offerto dai protagonisti era talmente "comico in sè" da oscurare il resto).

Nell' "affare Carim" le cose sono diverse e, salvo un particolare che diremo (magari un'altra volta), c'è poco da ridere: si è commissariato - molto probabilmente per motivi anche "extrabancari", come appare dalla stessa stampa - il maggior Istituto di Credito cittadino e le ripercussioni saranno gravi, in parte immediate e in parte imprevedibili e diluite nel tempo.

Leggendo i nostri soliti quotidiani si scoprono ormai facilmente (a due giorni dal "fattaccio") le due scuole di pensiero. La prima è quella "terra a terra" ormai tipica del "pensiero labile" del Centro Sinistra e soci, che evidentemente un'analisi un po' più raffinata (?) non riescono proprio a farla e, giustamente, si accontentano di quello che (poco) passa loro il convento (il convento della loro testa, ovviamente). La sintesi è nell'articolo del "Corriere di Rimini" del 7 ottobre che riporta tutta un'intervista a Lino Gobbi (per i molti che non lo sanno, il segretario di quello che un tempo fu "Il PARTITO" (PCI) e che ora è il "partito" (con tutte le minuscole) (pd). Il segretario di quello che oggi è appunto il "partito" (minuscolo, anzi ormai proprio piccolo) denuncia: "si è badato al potere e non ai conti" (titolo grande).

All'interno "condividendo il pensiero di Stefano Vitali e Alberto Ravaioli...(guarda guarda...) attacca (senza nominarli) i "protagonisti delle lotte per la conquista della Fondazione...". Quindi chiosa: "questo occuparsi d'altro" è la causa della crisi. Amen. Tradotto: la colpa è la lotta tra gli Aureli e i Pasquinelli + Chicchi che ha movimentato in Fondazione gli ultimi due anni. La loro sete di potere avrebbe, secondo il Gobbi-pensiero, creato l'attuale situazione. Ebbene, sul "pensiero labile" del Partito Democratico in versione "Gobbi" possiamo (ma non è necessario) tranquillizzare i protagonisti se (ma, conoscendoli, non è il caso) dovessero sentirsi qualche vago senso di colpa. A Tremonti dei "Pasquicchi" non gliene frega niente, quindi la spiegazione di Gobbi può bastare a lui e i suoi intimi, ma nulla ha a che vedere con la realtà.

La seconda scuola di pensiero, quella più sofisticata e realista (anche se non aliena anch'essa da trarre gli spunti della faida tra "Aureliani" e "Pasquicchi", come li chiama "La Voce") guarda molto alla vicina Repubblica di San Marino e vede il commissariamento come un altro chiodo piantato sulla bara che l'inguaribile odio del mega-incommensurabile Ministro Tremonti (ormai vero "dominus", tramite la Lega, della politica italiana dopo l' "eliminazione" del suo nemico Fini dall' "Olimpo" berlusconico) nutre per i nostri vicini "titanici". La tesi, però, si perde nei particolari quando vede nel CIS (Credito Industriale Sammarinese, controllata al 100% di Carim) il "cavallo di Troia" attraverso il quale i "nostri" (?) potrebbero finalmente scoprire i "segreti" della misteriosa Repubblica che ci minaccia ormai da anni e farla finita con l'odiato nemico, annidato tra i monti del primo Appennino.

La tesi, sebbene meno "terra a terra" di quella del "Gobbi PD pensiero" è un po' debole su altri lati. Il CIS è comunque, seppur controllata al 100%, pur sempre un Istituto soggetto alla legge dello Stato in cui ha sede, e non pensiamo possa, legge alla mano, trasmettere agli uomini "di Tremonti" (e Draghi) i terribili segreti di cui sarebbe in possesso nè, come vorrebbe qualcuno, "penetrarne" i codici informatici (?) ecc. ecc., e via via farneticando.

Invece ci viene in mente un'altra cosa; se non ricordiamo male, la liquidità alla vicina Repubblica (intendiamo cioè il danaro "fisico") viene fornito in virtù di una convenzione interbancaria, attraverso il CIS, proprio dalla CARIM. Si tratta di cosa ultranota, almeno nel mondo bancario. Tutto questo, è bene sottolinearlo ancora una volta, sulla base di accordi leciti, trasparenti, ratificati, e alla luce del sole. Ben noti cioè a Bankitalia e Tesoro Italiano. Oltretutto non potrebbe che essere così, visto che San Marino, proprio in virtù degli stessi accordi con l'Italia non ha nè una propria moneta, nè una Zecca, nè accordi con banche non italiane per l'acquisto di Euro.

Ebbene, e se per caso, in spregio degli accordi (ma gli accordi si sa: si interpretano per gli amici e si disattendono coi nemici...) la CARIM (cioè oggi i commissari), negassero o rendessero difficile il regolare "flusso fisico" del contante? Cioè lasciassero S. Marino senza contante? E' un cattivo pensiero, lo sappiamo ma, se per caso i "mefistofele" di via Nazionale/Palazzo Koch lo avessero solo accarezzato? Altro che "cavallo di Troia"! In pochi giorni sarebbero colpi d'ariete e catapulta che in un battibaleno abbatterebbero le mura (peraltro non troppo originali...) delle tre Rocche della vicina piccola Repubblica, alla quale, come alla Grecia settant'anni fa, si è deciso di spezzare le reni".

Pensiamoci: gli odiati "titani" "garrotati" in un colpo solo e non strangolati poco a poco come ora. Ovviamente ci sarebbe qualche "danno collaterale": frontalieri, aziende, fallimenti ma si sa, gli statisti non si possono occupare di questi dettagli di poco conto. Così in pochi giorni il nostro conquistatore potrebbe assidersi vittorioso sulle rovine dei "Tre Monti" che tanto detesta e piantarvi la bandiera italiana (o forse, meglio, quella padana col sole delle Alpi...). A pensarci bene: anche nel nome un presagio. (nella foto: una pacata discussione fra gli uomini di Tremonti e il governo di San Marino).

Nostradamus

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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