Fondazione Fellini/ Che Compagnia di Giro! Che spettacolo!

Se l'estate 2010 per l'economia riminese è la parte tragica, non mancano in questi giorni gli spunti divertenti che, se vogliamo, fanno anche ridere sia pur amaramente. La protagonista di queste comichette estive è una e indiscutibile: Emma Petitti. Nientemeno che la "stella nascente" del Pd; quella che insieme al fidanzato (l'ahilui meno dotato, molto meno dotato... Tonino Bernabè) dovrebbe, con Gnassi, formare il "tridente" delle prossime elezioni per il Pd.

Bene, la piccola Emma è stata in due/tre giorni protagonista di due eventi che, come si dice, hanno "tenuto le pagine", dei nostri (tre!) quotidiani locali. Il primo di questi riguarda il ben noto "affaire Fondazione Fellini". Il secondo la sua super veloce assunzione in Comune. Gli antefatti del primo caso sono abbastanza noti: sommersa da 800mila (!) euro di debiti la Fondazione, cioè i soliti soci pubblici (Comune, Provincia, Regione, Fondazione Carim...) si accorge di non essere mica tanto contenta dei coautori della piece (la coppia Chicchi Giuseppe e Vittorio Boarini). Si e' deciso quindi, in poche parole, di cacciarli.

Attivissima su questo lato la Petitti. Infatti, già da parecchie settimane la si poteva vedere, di tanto in tanto, al Caffè Cavour, nell'omonima piazza, in amabile conversazione con Gianni Fabbri che nel nuovo organigramma dovrebbe fungere da vicepresidente e direttore (sostituendo entrambi gli "incriminati" Chicchi - appunto vicepresidente - e Boarini - direttore -). Nota bene: vicepresidente e direttore sono gli unici posti retribuiti. Tuttavia, a parte che Boarini non voleva andarsene (dicendo, non a torto, che la situazione dei conti era nota da anni), occorreva una figura di prestigio per fare da presidente (vedremo fra poco cosa si intende "di prestigio" da queste parti...).

Quindi eliminato, tra i fischi, l'ex Pupi Avati (accusato tra le righe, come minimo, di essere stato, a voler dir bene, preso per i... dal Vice e dal Direttore), si tirano fuori i nomi (nientemeno!) di Ermanno Olmi e Giuliano Montaldo. Inutile dire dei commenti del notoriamente raffinato mondo politico riminese specialmente circa l'età dei due... (il primo ha circa ottant'anni...). In Comune, in quei giorni, era interessantissimo ascoltare le piacevolezze circa i due "vecchietti" che avrebbero sistemato le cose con il loro nome, dando, più o meno involontariamente, una mano a mettere una pietra tombale sull'imbarazzantissimo caso "Fondazione Fellini".

Ora però i politici riminesi, per natura e tradizione abituati a mentire spudoratamente tra loro e a prendersi reciprocamente per il c..., (con annessa presa per il c... dei cittadini) tanto abituati che ormai nessuno ci fa piu' caso; dicevamo, i "riminesi", dimenticano che non tutto il mondo è così. Anzi, questa regola ferrea della bugia a tutti costi (che ha forza di legge, diciamo, tra l'Uso e il Conca), non è apprezzata da gente che magari vale qualcosa e ha una faccia da difendere. Si arriva così al dramma: Montaldo arriva a Rimini, legge due numeri del bilancio della Fondazione e... se ne va, mandando tutti a quel paese! Tra l'altro, siccome è di tipo sanguigno, lo fa in modo clamoroso. Stupore, sconcerto, desolazione, incazzatura... La Petitti (si fa per dire...), si trova senza regista. Nel frattempo Boarini (figura da studiare a fondo...), viene mollato anche dalla Beltrami (che auspice Chicchi lo aveva difeso) e la Provincia accusa. Spettacolo penoso.

E siamo all'oggi dove niente popodimeno che, sui giornali si auspica una causa contro chi? Pupi Avati. Facciamo un po' d'ordine adesso. PRIMO: Boarini, sempre obbediente al vero "dominus" (Chicchi), in una cosa sola ha ragione: il buco dei conti era evidente da anni. SECONDO: il problema è che il buco l'hanno creato lui e il suo capo (il vicepresidente). Sotto la loro "gestione" si è amplificata una situazione già precaria, tra l'altro con gesta quali l'assunzione (diretta) della stessa figlia di Chicchi sull'opportunità della quale vi sarebbe molto da riflettere...

Va detto che su questo Boarini, da antico romano, si è preso tutta la responsabilità: "...l'ho assunta io e sa tutto su Fellini" (sic !). TERZO: i soci hanno poco da scandalizzarsi, in particolare la Provincia: i suoi uomini, da sempre, siedono in CdA esattamente come gli altri ed esattamente come gli altri sono responsabili di tutto quanto la Petitti. QUARTO: la Petitti. L'Emma per dare il potere al "suo" Gianni Fabbri deve trovare un'altra figura di prestigio (?!) dopo la figuraccia rimediata con gli Olmi e i Montaldo. Non sarà facile. Almeno il secondo, (Olmi era solo un ipotetico presidente "emerito"), insieme, di sicuro, al defenestrato Pupi Avati avranno avvertito certamente a casa loro di che cosa sono "capaci" di fare a Rimini. Di sicuro negli ambienti che contano, chi siano Petitti, Vitali, Beltrami, Chicchi e gli altri della nostra "Compagnia di Giro" non interessa a nessuno, ma pensiamo che staranno alla larga. QUINTO: povera Fondazione! Nata per perpetuare la memoria di uno dei più grandi maestri della storia dello spettacolo, ridotta in "articulo mortis" a palcoscenico di una farsa misera con attori da avanspettacolo.

e.v.b.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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