Politica nazionale/ Quando il Pd razzola bene ma spiega male

Le enormi difficoltà che ha il Pd nazionale a far capire con completezza e semplicità le proprie posizioni, sono ben rappresentate dalle ultime vicende della politica nazionale. Di fronte alla possibilità di elezioni anticipate addirittura al prossimo autunno, il Pd sta dicendo l'unica cosa ragionevole da dirsi. Ovvero: "Guardate che se andiamo alle elezioni con questo sistema, ci ritroviamo punto e a capo. Meglio creare un Governo "a tempo" che si occupi soprattutto di questa cosa e porti gli italiani al voto in migliori condizioni di scelta".

Quello che dice il Pd è vero. Ed è vero che a questa legge elettorale Berlusconi non vorrà rinunciare. Perchè? Innanzitutto perchè garantisce un premio di maggioranza di minimo 340 seggi alla Camera per la coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. E il Pdl, per quante sciocchezze continuino a mettere in fila Tremonti, Bossi e Berlusconi, difficilmente non sarà partito di maggioranza relativa da qui a, poniamo, novembre o dicembre. Ricordiamo che al Senato il premio di maggioranza è su base regionale. Per cui la coalizione vincente in una determinata Regione si prende il 55 per cento dei seggi a questa assegnati.

Poi questa legge, definita a ragione "Porcellum", fissa anche una soglia di sbarramento. Nella sostanza: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione deve ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. Al Senato le soglie di sbarramento (da superare a livello regionale), sono pari al 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e per le liste che si sono presentate in coalizioni che non abbiano conseguito il 20%. Cosa significa? Significa che tutti i piccoli partiti a sinistra del Pd non troveranno facilmente rappresentanza in Parlamento. E questo indebolisce anche il Pd che in parlamento non potrà cercare alleati (per quanto minuscoli) alla propria sinistra ma solo guardando al centro.

Infine, questo sistema elettorale prevede le liste bloccate. Ovvero: l'elettore si limita a votare solo per delle liste di candidati, senza la possibilità, come si verifica tuttora per le elezioni europee, regionali e comunali, d'indicare preferenze. L'elezione dei parlamentari dipende quindi completamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti. Personalmente mi pare un passo indietro rispetto alla possibilità di scegliere il proprio preferito all'interno di una lista. A Berlusconi piace perchè potrebbe mettere in lista l'amico commercialista o avvocato, i soci nelle varie aziende, i propri partner commerciali, i personaggi delle sue tv, magari il suo segretario, ecc. ecc.

Nonostante quello che il Pd afferma sia la cosa più logica, l'immagine che ne esce sui media è del partito indeciso che, per amore delle poltrone, non vuole andare alle elezioni. Di Pietro, che è animale molto più politico di (per dire), un D'Alema, dice già che lui le elezioni le vuole "per dare voce al popolo". Sa che non arriva primo, ma sa anche che una posizione come la sua paga all'interno del suo elettorato e in quella della sinistra in generale. E invece il Pd non riesce a spiegare con semplicità e chiarezza questa sua ragionevolissima posizione.

Un po' perchè i suoi leader non sono proprio bravissimi nell'esprimere in tre parole un concetto complesso (come richiede la moderna comunicazione politica). Un po' perchè i media televisivi e radiofonici "remano contro", visto che i più importanti sono decisamente "sodali" col premier. Che fare? Individuare nuovi leader provenienti dal basso, sarebbe il primo passo (altre Serracchiani, altri Renzi…). Ma c'è la volontà politica di andare in questa direzione? E poi, i "giovani virgulti" hanno veramente qualcosa di nuovo da dire e la capacità di cambiare, o ono solo "polli di batteria", repliche modernizzate di vecchi leader? (nella foto, un giovane Yuri Andropov, che poi fu uno degli ultimi epigoni del Pcus. Esattamente quello che NON dovrebbero essere i giovani del Pd).

Tiberio Antoni

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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