Politica riminese/ I "Grillini": chi sono e cosa pensano di fare alle elezioni 2011

Nelle elezioni comunali di Rimini 2011 può essere l'elemento decisivo in caso di ballottaggio fra due candidati, visto che alle Amministrative della scorsa primavera, in città ha preso quasi il 10 per cento dei voti. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle, i "Grillini", coloro che trasformano in pratica il pensiero politico di Beppe Grillo. In grandissima parte nuovi ed anche volutamente estranei alle normali logiche della politica, non si definiscono un partito ma un movimento. E per questo e per altri motivi rifiutano il contributo elettorale, cioè i soldi pubblici, che gli altri partiti prendono. Orgogliosamente mi fanno notare che il loro rifiuto è talmente deciso e certo, da essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Non hanno una segreteria, un direttivo o gruppi di persone che, una volta elette, decidano per conto del Movimento. "Tutto viene deciso nella maniera più larga e partecipata possibile fra tutte le persone che ne fanno parte" - mi dicono i tre rappresentanti del Movimento che incontro. Si tratta di Daniele Arduini, ingegnere e consulente informatico, Massimo Manduchi, avvocato, e Carmine Stellaccio, fotografo. I tre rispondono in coro alle nostre domande, approfondendo ognuno una parte del discorso.

La prima domanda parte dalla considerazione iniziale: se si va al ballottaggio la percentuale di voti dei "Grillini" può essere decisiva. Che farete?

"Metteremo i nostri voti a disposizione dei cittadini. Il nostro obiettivo primario non è occupare poltrone ma informare i riminesi e farli crescere nella consapevolezza che la cosa pubblica è di loro proprietà e che le decisioni devono essere prese, tutte le volte che è possibile, da loro, cioè da noi tutti, e non da ristretti gruppi di potere che, per loro natura, tendono a raggirare i cittadini. Se, per ipotesi, si fosse fatto un referendum sul Palacongressi e si fosse chiesto ai riminesi se lo volevano lì, fatto così, e con quei costi, certamente la risposta sarebbe stata no. Ecco perchè in caso di ballottaggio lasceremo liberi i nostri elettori di comportarsi come meglio credono. Noi pensiamo siano maturi per decidere da soli cosa fare: votare per tizio, per caio o restare a casa".

Ma se uno dei due candidati vi dicesse: "il vostro programma farà parte integrante del mio programma di legislatura?".

"Siamo "nuovi" ma non sciocchi. La storia, anche di questi giorni, ci insegna che troppo spesso le promesse dei politici rimangono lettera morta. Noi avremo un programma che si baserà su 4/5 punti forti, non negoziabili. Si tratta di temi già nati dalla discussione "dal basso" che stiamo portando avanti: nei Consigli di Quartiere, negli incontri coi riminesi, nelle assemblee pubbliche. Altri verranno fuori dai prossimi incontri e saranno i cittadini stessi a proporceli. Perchè, come dicevamo, chi governa deve farlo in nome degli interessi più diffusi possibili. Certamente uno dei temi che ci è caro è l'ecosostenibilità della città, anche in chiave turistica: più verde, più piste ciclabili, più mezzi elettrici sia pubblici che privati, meno inquinamento. Altro tema è la riforma dello Statuto Comunale che così com'è non va bene. Siamo anche per l'abolizione del quorum in materia di referendum comunale e perchè il Bilancio del Comune sia partecipativo. Cioè che almeno su alcuni temi, ad esempio la cultura, i cittadini possano esprimere un parere vincolante. Questi ed altri temi per noi non sono trattabili. E, siccome scardinano le logiche di potere di chi guida la città di Rimini (e di chi vuole guidarla dal centrodestra), i candidati arrivati al ballottaggio non potranno seriamente farli propri".

Avete accennato al turismo. E' l'industria principale di Rimini. Qual è la vostra idea?

"Ora funziona così: l'assessore regionale decide cosa fare, senza nessun modello di riferimento. Così, a livello riminese, si procede a spot: la Notte Rosa, il momento "speciale" col personaggio o l'avvenimento mediatico di turno, gli incentivi distribuiti più o meno a pioggia ai vari comitati. Inoltre, c'è discrepanza fra l'immagine che noi vendiamo di noi stessi all'estero o in altre zone d'Italia e quello che poi i turisti trovano a Rimini: poco verde, pessima viabilità, microcriminalità diffusa. Nessuna "qualità della vita".

Il Movimento 5 Stelle, invece, pensa che si debba iniziare un processo di coinvolgimento di tutte le categorie e dei cittadini verso un nuovo modello di turismo. Ricordiamoci che qui, da noi, una volta la Notte Rosa iniziava a maggio e finiva a settembre. Era festa tutte le sere. Si faceva il bagno a mezzanotte e il divertimento era per tutti. Ora la città è inutilmente blindata e la microcriminalità, come detto, continua indisturbata. Insomma, dobbiamo recuperare quell'idea di far star "bene" il turista che viene a Rimini. Dunque una città ecosostenibile, come dicevamo prima, a favore dei cittadini e dei turisti".

Centro storico.

"Ucciso dalle Befane, dagli affitti spropositati e dal disinteresse di una amministrazione pubblica che non ha guardato al futuro ma solo all'immediato. Non si spendono centinaia di migliaia di euro per la Notte Rosa e si lasciano i commercianti del Centro storico senza nessun supporto economico".

Tornando alle elezioni. Come sceglierete i vostri candidati?

"In base a tre regole fondamentali. Primo: devono essere residenti in città o lavorarci. Quindi niente "paracadutati". Secondo: devono essere incensurati. Terzo: non devono avere tessere di partito. E' una maglia larga, ce ne rendiamo conto. Ma se ci saranno molti candidati al Consiglio comunale, faremo una sorta di primarie interne. E' palese che chi si sta impegnando da tempo ha più possibilità di farsi conoscere. E nessuno che si presenti l'ultimo mese di campagna elettorale può pensare minimamente di candidarsi. E' chiaro". (nella foto, da sinistra: Massimo Manduchi, Daniele Arduini, Carmine Stellaccio).

Flavio Semprini

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