Analisi del dopo voto (1) - Pdl e Pd: bravissimi nel farsi del male

I dati sono già lì da una settimana, ed ognuno ha potuto vederli nella loro nuda realtà prima, e coi commenti interessati delle parti in gioco dopo. Credo siano invece interessanti alcuni aspetti rimasti un po' in ombra nelle analisi. Il primo riguarda il bipolarismo e le due forze moderate che sui due assi ne sono le protagoniste ossia Il Popolo delle Libertà ed il Partito Democratico. Eccetto un breve periodo di pausa hanno fatto di tutto per farsi del male a vicenda a favore delle parti estreme. Il voto conferma che ci sono riuscite.

Questo porta alla domanda se questa sia la politica più intelligente che essi possano fare oltre che nell'interesse del Paese (che francamente ci sembra sia ritenuto secondario), anche nel proprio egoistico interesse.La risposta sembra anche troppo ovvia, quello che invece è un po' più complicato da spiegare sono i meccanismi che portano ad imboccare prima, e proseguire poi con tanto fragoroso entusiasmo per questa strada. Una domanda che credo si debba porre ai dirigenti dei partiti, che non sono certamente nè degli sprovveduti nè dei principianti, è relativa ai cambiamenti politici avvenuti nel nostro Paese negli ultimi quindici anni che sono stati intensi, con un notevole cambiamento del quadro politico. La domanda è se la necessità di assimilare questi cambiamenti da parte di un Paese non tanto veloce ad assorbire le modifiche, non richieda un comportamento più responsabile e con visioni di lungo termine più che delle nervose iniziative troppo giocate sul discredito delle controparti che sulla proposta.

Per ultimo una curiosità. Chi ha osservato può avere colto che subito dopo la chiusura dei seggi per primi sono affluiti i dati relativi al calo del numero dei votanti. Si è verificato un po' di sconcerto e le dichiarazioni dei rappresentanti dei partiti sembravano farsi carico del problema. Poco dopo, appena sono giunti i primi risultati, l'argomento è quasi scomparso e di fatto il cambiamento più significativo di queste elezioni è stato marginalizzato. Può giovare ricordare alcuni numeri. Il primo è la percentuale del sessanta per cento. E' quella dei voti validi una volta sottratto chi non si è recato alle urne e chi ha votato scheda bianca od ha volutamente reso nullo il proprio voto. Un altro numero, conseguente, sono le proclamazioni di tutti coloro che si sentono baciati dal popolo In realtà, anche i più grandi partiti (al di fuori di Pdl e Pd), raggiungono il favore di un terzo degli italiani.

Nota finale: il calo ha penalizzato in modo evidente Pdl e Pd, mentre la Lega ha ottenuto cotanto risultato soprattutto perchè non ha perso nulla. Concludiamo come sempre che la prima riforma da fere è quella, tutta politica, dei Partiti. Cominciando con l'aggiungere qualcosa agli articoli che li riguardano scritti nella costituzione. Come mai nessuno ne parla? (nella foto: due esponenti di Pdl e Pd si stanno azzuffando sotto lo sguardo sorpreso di un giovane futuro elettore che non li voterà).

Steve

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