Dibattito sulla politica/ Basta con le bambinate del "Ha cominciato prima lui"

Diversi giornalisti e scrittori moderati, sembrano convinti che le loro opinioni sui modi della politica siano fortemente minoritarie e destinate a rimanere tali. Eppure, in passato, non sono mancate sorprese. Mi è capitato sottomano un riepilogo della marcia dei quarantamila alla quale anni fa, in una Torino apparentemente dominata dall'estremismo, tante persone e tanto poco organizzate parteciparono, scendendo per le strade e stupendo la città ed il Paese. Resto del parere che, al di là dell'asprezza del confronto partitico, vi siano valori di fondo condivisi più di quanto si creda e più di quanto accadde nel dopoguerra, quando in una situazione ben più drammatica il Paese non si spezzo'. Potrebbe essere bene, oggi, mettere in rilievo il carattere effimero dei contrasti, tanto spesso giustificati dai nostri dirigenti partitici da precedenti torti subiti.

Spesso sembra di assistere alle liti tra bambini dove quel che conta è "ha cominciato prima lui". Un altro indizio di "leggerezza" è il ricorso sistematico "all'autoelogio enfatico" che da tempo va ben oltre lo scherzo: i contenuti sono quasi comici, il problema sotteso comincia a diventare alquanto serio. La moda è cominciata anni fa. Personalmente, ho visto, nel partito in cui ero, i miei colleghi amministratori elogiare al di là d'ogni ragionevolezza i dirigenti politici per la loro bravura e viceversa. Difficile dire se la cosa sia più tragica o comica. Quel che invece dà qualche preoccupazione è l'atteggiamento di proclamata sicurezza di essere nel giusto e d'essere "provvidenziali" per l'Italia. Per cui sembra che anche liberali e cattolici dimentichino che uno dei fondamenti di ogni pensiero liberale è che questo possa risultare falso e superabile e che l'appartenenza al cattolicesimo, oltre al coraggio delle proprie convinzioni, richiede anche una altrettanto coraggiosa dose di umiltà.

E per richiamare il "popolo", tanto spesso (troppo) ricordato, si può citare un detto popolare che recita all'incirca: "Non c'è cavallo che non arrivi cavallo". Detto che sarebbe molto piaciuto a Popper, moderno maestro di liberalismo. In conclusione, mi sembra che i rappresentanti del moderatismo possano essere fiduciosi e contare sulle virtù profonde della gente e trarre nuova voglia di scavare per portarle alla luce e metterle in vetrina. Questo credo ci si possa aspettare da loro. (nella foto, un gruppo di bambini viziati si affronta nel cortile a colpi di "ha cominciato prima lui" e "lo dico alla mamma!").

Steve

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net