Politica/ Riformiamo il Parlamento. E poi?

Come ribadito in altri articoli, su questo sito cerchiamo di ragionare circa la riforma della politica. Siamo anche del tutto convinti che ogni diminuzione numerica del Parlamento aiuti a cambiare e di conseguenza la accogliamo favorevolmente. Così come guardiamo con interesse a tutte le proposte e le leggi che vadano in quella direzione per qualsiasi ente, organismo od apparato pubblico che rientri tra quelli considerati in sovrannumero. Siamo, però, tanto più soddisfatti quanto più le proposte si presentano come l'inizio di un ridimensionamento sistematico di tutto l'apparato politico amministrativo.

Siamo, invece, meno soddisfatti quando si vede la voglia di guadagnarsi il favore dei cittadini con qualche isolata promessa di riduzione su questo o quel punto, su un singolo ente o un singolo organismo. C'è infatti una differenza più grande di quanto si possa immaginare, tra ridurre qualcosa in modo isolato e di iniziare un'opera di risistemazione a carattere generale. Si badi bene, con l'aggettivo generale non intendiamo un estremistico tutto e subito, ma molto più.

Una modifica al ribasso del numero dei parlamentari dovrebbe, a nostro avviso, assumere il carattere simbolico e dimostrativo di un lavoro ampio e duraturo di ammodernamento di tutta la nostra struttura politico-amministrativa, altrimenti, con sole modifiche parziali, risolviamo solo una parte dei nostri problemi. Un'altra cosa che spesso riduce la nostra soddisfazione è il modo di avanzare le proposte e nei loro contenuti. Entrambe queste cose ci sembrano, troppo spesso, influenzate dalle ragioni e dagli interessi dei vari attori politici più che dalle esigenze dello Stato. Prendiamo ad esempio il caso del parlamento.

Sembra che l'ipotesi più diffusa sia la riduzione ad una sola camera, quella dei deputati, ridotta alla metà. Abbiamo anche sentito accenni alla possibilità di ridurre a cento il numero degli onorevoli e di trasformare il Senato in una camera delle rappresentanze regionali. Pure immaginando che chi dà i numeri abbia ci abbia fatto su qualche ragionamento e abbia anche un po' di esperienza alle spalle, gradiremmo che le indicazioni numeriche fossero accompagnate da un sintetico ragionamento: prima sul quadro generale di riforma in cui quella delle camere si inserisce e poi sulle esigenze in base alle quali si propone un certo numero di parlamentari e, infine, sugli obiettivi che si perseguono. Altrimenti si fa fatica a capire il merito ed il perchè di un "numero" invece di un altro.

Noi ci dichiariamo comunque favorevoli ad ogni iniziativa perchè ogni volta speriamo di essere di essere in presenza di un inizio di un processo generale di riforma e perchè ogni modifica, anche se solo promessa, serve a scuotere l'ambiente e comunque ci fa capire che la questione è sempre viva nel cuore dei cittadini.

Steve

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net