Il Cancelliere/ "Se il pesce puzza dalla testa"

Nell'ultima intervista al Cancelliere, il nostro intervistato aveva annotato col solito "humor" la mancanza del "senso" del ridicolo dei politici locali. Una considerazione condivisibile sotto molti aspetti. Ma questa mancanza di senso della misura, di cosa realmente stia accadendo a Rimini è solo dovuta alla palese scarsa preparazione tecnica, umana e culturale di molti politici locali, o c'è dell'altro?

"C'è molto d'altro - risponde il nostro interlocutore - Il pesce puzza dalla testa, come si suol dire. Quando Silvio Berlusconi che, vorrei ricordare, di mestiere fa il capo del Governo, dice, tra una barzelletta, un doppio senso e un siparietto pruriginoso che la crisi attuale è ormai in fase di remissione; che siamo sopravvissuti ancora una volta (per merito suo evidentemente...) al diluvio universale e adesso stiamo meglio; che, in ogni caso, sono catastrofisti i giornali e l'opposizione, che si deve pensare? Che nessuno ha le idee chiare non solo sulle scelte da fare in politica locale, ma (ed è più grave) pure nazionale".

Dunque non è vero che la crisi italiana sta passando? "A lei pare? I dati parlano d'aumento della Cassa integrazione. Il governo dice che diminuisce la percentuale di chi perde, anche momentaneamente, il lavoro. Ma non dice che aumentano i numeri assoluti. Spiego: se a gennaio ho perso 100 posti di lavoro, a febbraio altri 120 e a marzo ancora 80, è vero che a marzo ho perso meno posti di lavoro (e ci mancherebbe!) ma il totale è aumentato a 300 posti persi. Chiaro il concetto? Il Pil è crollato del 5,9% nel primo trimestre del 2009 e, secondo qualunque cervello mediamente funzionate, significa che la domanda di beni e servizi da parte della gente comune è al palo. Per il premier no, è solo un complotto... e con lui i suoi cloni. Del resto (il dato è recentissimo), se è vero che i lavoratori a reddito fisso italiani sono tra quelli, in Europa, che percepiscono stipendi più bassi (anche di Greci e Spagnoli e molti altri, non solo di francesi, inglesi e tedeschi), come si può pensare di far ripartire la domanda? E in questo contesto il primo ministro cosa fa? Dice che i giornali devono raccontare altro; l'opposizione non fare opposizione e cita un'antica leggenda ancestrale come quella del diluvio universale per spiegare una situazione molto ma molto complessa per essere chiarita a colpi di favolette. Le pare serio?".

Dunque la sua tesi è che questa mancanza di una visione corretta della realtà scenda dall'alto per poi riverberarsi su una classe politica locale, "specchio" dell'insipienza che si registra a livello nazionale. "Esatto. Prenda i due candidati alla presidenza della Provincia. Uno, Stefano Vitali, solo nel settembre dell'anno scorso affermava che la crisi delle famiglie riminesi dipendeva dal fatto che si erano indebitate per comperare tv al plasma e telefonini. Non aveva capito niente. Lo dichiarò sui giornali e anche Riminipolitica.com riprese la notizia (che mi sono andato a rileggere), commentando con molta più perspicacia di Vitali che erano salari e pensioni basse, assieme ai tassi d'interesse dei mutui, ad ammazzare le famiglie riminesi. E Lombardi? Dice no al metrò di costa per cavalcare la protesta. Un intervento per il quale il governo di Centrodestra ha stanziato i soldi . Che serietà! E, poi, aggiunge che il Trc non si farà ma si farà 'una monorotaia che sia bella ed ecocompatibile'. Che è, praticamente, la stessa cosa. Non le sa di presa in giro degli elettori? E Melucci, il vicesindaco di Rimini? Secondo lui da quel che si legge sui giornali, Rimini è la città più cara d'Italia perchè i negozi "turistici" alzano la media dei prezzi. Ma, se facesse un po' i conti, vedrebbe che tutti i negozi che lui chiama "turistici" fanno, complessivamente e a dir molto, l'1% del fatturato delle Befane. Quindi il loro effetto sul valore dei prezzi è pari a zero".

Insomma, secondo Lei, la realtà è un'altra? "La realtà è che il monopolio artificialmente e dolosamente creato a favore delle poche grandi strutture, specie alimentari, presenti sul territorio, inducono queste ad alzare i prezzi senza pagare pegno, mancando totalmente la concorrenza. Lì sta il problema, specie del centrosinistra che ha dimenticato alcuni principi base (chiamiamoli di democrazia economica), svendendo (speriamo solo in senso figurato...) a pochi un immenso patrimonio di imprenditorialità e, prima ancora, cultura, ricevendo in cambio solo un pezzo di corda alla quale, metaforicamente ma dolorosamente si troverà impiccato. E' ovvio che se certe spiegazioni sciocche vengono da uno dei tanti "cloni" della micropolitica locale lasciano il tempo che trovano, quando vengono da un Melucci che è molte cose, ma assolutamente non è uno sciocco, ciò dà la misura della gravità e, probabilmente, della non rimediabilità della situazione". (Nella foto: la crisi è passata. Un operaio ed un impiegato hanno raggiunto il loro nuovo posto di lavoro).

Antonio Cannini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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