Economia/ La crisi, seconda parte

787 miliardi di dollari rispetto alla ricchezza annua prodotta che è di 50mila miliardi di dollari. Tanto è quanto il nuovo presidente americano ha messo sulla bilancia per il rilancio dell'economia americana e, di conseguenza, mondiale. In percentuale è l'1,574% che raddoppia aggiungendovi anche la copertura al sistema bancario. In più Obama sta incoraggiando i paesi economicamente significativi (Italia, Europa, altri) a fare tutto il possibile nella stessa direzione. Speriamo che il successo gli arrida e che all'anno di difficoltà previsto non se ne aggiungano altri.

Guardiamo come si articola la nuova spesa in america per avere una idea dei suoi possibili effetti e per confronti: 1) 260 miliardi di dollari vanno in aiuti ai ceti deboli. 2) 270 miliardi di dollari per sgravi fiscali. 3) 120 miliardi di dollari per progetti infrastrutturali. 4) 100 miliardi aIl'istruzione. 5) 30 miliardi alle energie alternative

Questo, salvo qualche possibile errore, è lo schema americano che prevede più protezione sociale, meno tasse, grandi lavori, più istruzione ed anche più energie alternative. Per il momento sembra difficile che l'Europa nel suo complesso, pure producendo ogni anno una ricchezza più o meno equivalente a quella americana, riesca a rilanciare con una cifra analoga. M è comprensibile.Là c'è un unico governo per una grande realtà statale. Qua abbiamo tanti governi per tanti Stati. Per quanto riguarda invece il nostro Paese, rileviamo due questioni che ci sembrano importanti.

La prima è relativa alla grandezza degli interventi dello Stato. Una tesi, che comprende anche il governo, è per un intervento molto misurato perchè occorre tenere conto del peso enorme del nostro deficit pubblico (siamo quasi al 110% del Pil rispetto al 60% raccomandato per i paesi europei come obiettivo poliennale da raggiungere). Un'altra tesi invece, cara all'opposizione, ai sindacati ed anche ad altri, vorrebbe un impegno statale maggiore e tempestivo e, alcuni dicono, ricorrendo in questa circostanza straordinaria anche a nuovo debito

La seconda questione, messa ogni tanto in sordina, è questa: se in una fase tanto pericolosa sia necessaria la compattezza politica di tutti attorno agli interessi fondamentali del Paese in modo tale che la gente non abbia incertezze sul grado di responsabilità della sua classe dirigente. Gli atteggiamenti giorno per giorno sono, al riguardo, altalenanti e le polemiche di sapore partitico che sentiamo ogni volta che accendiamo il televisore non sono incoraggianti. Tanto da farci dire senza esitazioni, in questo caso, che sarebbe utile fare pressione sui nostri rappresentanti in tutte le occasioni possibili per un cambiamento.

Termino con una breve osservazione riepilogativa. Anche oggi, come negli anni '30, il pensiero comune ci sembra contempli uno straordinario aumento della spesa pubblica come mezzo per fare tornare a girare le ruote inceppate dell'economia. Lo stato deve spendere di più per creare attività e lavoro aggiuntivi, a recupero di quanto si è perso. Sperando per il meglio.

Steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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