Prostituzione/ Il maquillage della Carfagna

Dunque, la proposta di legge sulla prostituzione è arrivata. Il ministro Mara Carfagna ha preparato un ddl che vieta di vendere il proprio corpo all'aperto in strade, parcheggi o parchi (ma non al chiuso). Per i trasgressori, lucciole e clienti, multe da 200 a 3mila euro e arresto da 5 a 15 giorni. Il decreto Carfagna segue le prese di posizione di diversi sindaci, fra i quali anche il riccionese Daniele Imola, che avevano anticipato, per quanto in loro potere, alcuni aspetti di questa proposta che dovrà passare al vaglio del parlamento. Il provvedimento realizzato dal ministro forzista, in realtà, non affronta il problema ma lo "sposta"

Impedendo la prostituzione in strada, obbliga chi controlla le "signorine" a sistemarle in appartamenti. Per le associazioni che si occupano della loro liberazione, diventa così più difficile "intercettarle". E' chiaro che un'organizzazione di magnaccia non rinuncerà mai ai guadagni provenienti dall'obbligare una ragazza a prostituirsi, solo perchè il "mestiere" non si può più fare in strada. La soluzione, per i più intelligenti di loro, è semplice: affittare appartamenti falsificandone lo scopo d'utilizzo (dunque senza complicità del proprietario) e, con discrezione, sbatterci dentro quattro o cinque schiave che, con l'incasso di una mezza sera di lavoro, avranno già ripagato l'affitto di un mese.

La cosa è talmente lampante, che già il giorno dopo la pubblicazione del testo del ddl Carfagna le associazioni dei piccoli proprietari immobiliari avevano chiesto una legge contro il proliferare di appartamenti-squillo. Preoccupati che i loro associati possano essere accusati, quando (e se) innocenti, di favoreggiamento. La posizione più ambigua è quella della Comunità Giovanni XXIII di Rimini. Di fronte all'ordinanza del sindaco di Riccione Daniele Imola, dà un parere negativo perchè prevedeva multe per le lucciole (e questo poteva costringerle a lavorare di più per i loro persecutori); ma plaudono alla proposta Carfagna che continua a multare le squillo e in più le nasconde.

Visto che la Papa Giovanni XXIII opera sulle strade, come pensa di poter contattare e salvare le schiave spostate in appartamenti? Suonando il campanello? Oppure, dove crede che siano le schiave fino a ieri sul marciapiede? Insomma, siamo di fronte all'ennesima proposta di un governo abile a spostare i problemi. Lombardia, Veneto e la Germania si fanno carico dell'immondizia di Napoli e i costi vengono pagati dalla collettività nazionale; si "regala" Alitalia ad una cordata di imprenditori amici (alcuni amicissimi e con qualche problema economico come Toto di Air One), e i debiti (novità!), si accollano, ancora una volta, agli italiani. Studiare costa troppo e si tagliano i maestri nella scuola pubblica, e via così.

Tornando al tema prostituzione, l'unica strada percorribile è quella del riconoscimento sociale di questo "mestiere". Creare cooperative di prostitute che si autogestiscano in locali adatti. Preoccuparsi della loro salute e della loro sicurezza. Chiedere loro di partecipare alla vita della comunità locale e nazionale pagando le tasse. Impedire che vengano sfruttate e schiavizzate. Solo una legge che comprenda anche questi aspetti può rendere la vita più facile a lucciole e cittadini. In altri Paesi, tipo Germania e Austria, si è andati in questa direzione. Da noi la Carfagna fa il "maquillage".

Nell'immagine, il ministro Carfagna ai tempi in cui frequentava la tv come showgirl nelle trasmissioni di Miss Italia (settima nel 1997), di Davide Mengacci (La Domenica del Villaggio) e di Giancarlo Magalli (Piazza Grande).

Antonio Cannini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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