Palacongressi e Fiera/ Cagnoni è ottimista. Pure troppo...

Più di un mese fa scrivevamo che qualcosa al palacongressi stava andando storto. I lavori si stavano fermando e i ripetuti attacchi di Mario Ferri sulla Voce facevano intendere che qualcosa non quadrasse dal punto di vista dell'operazione economica. Sui quotidiani di questi giorni leggiamo di un Cagnoni, presidente dell'ente fiera e, dunque, "patron" del palacongressi riminese, in versione double face. Da una parte presenta il business plan dei prossimi cinque anni ed esulta. Secondo Cagnoni nel prossimo lustro il fatturato del gruppo (Riminifiera, Convention Bureau, Ttg, Exmedia) aumenterà del 42,9%, passando da 100 a 141 milioni di euro. E la redditività toccherà i 40 milioni di euro, pari al 34% del fatturato complessivo.

Numeri eccezionali, al limite dell'incredibile, difficilmente riscontrabili in altre realtà simili. Tanto eccezionali da rendere - sulla base di essi - la Fiera di Rimini eventualmente "dominante" nella fusione con Bologna, che nulla di simile può vantare. Dall'altra parte Cagnoni s'arrabbia e lancia ultimatum a chi non sta portando a termine i lavori edilizi in via della Fiera. La ditta in questione si chiama Italcantieri. La Torno, l'azienda che ha vinto l'appalto, le ha sub-appaltato parte dei lavori del palas. La Italcantieri ha una storia molto interessante: fondata da Silvio Berlusconi si è affermata gradualmente come l'impresa di costruzioni del Gruppo Fininvest ed ha poi proseguito la sua attività nell'ambito del Gruppo Paolo Berlusconi. (Edilnord 2000). Il 13 marzo 2001 l'intero pacchetto azionario della società è stato rilevato dal Gruppo Ruggieri Costruzioni Generali Srl di Reggio Emilia, nominando Giuseppe Ruggieri amministratore unico

Nell'ambiente dei costruttori, alcuni trovano "discutibile" la scelta di affidare parte dei lavori edili proprio a quest'azienda. Soprattutto, non si comprende perchè la Torno, azienda milanese vicina (anzi vicinissima...) alla Compagnia delle Opere e a Formigoni, tiri un bidone simile proprio a Cagnoni, che l'aveva tenuta in gran considerazione al momento della gara d'appalto. Tanto in considerazione da voler bypassare le procedure di gara europee contro i molti che le ritenevano indispensabili per un ente partecipato in modo quasi totalitario da enti pubblici. Una conseguenza potrebbe essere la crisi dell'asse Cagnoni - Compagnia delle Opere, che governa da tempo immemorabile l'ente Fiera di Rimini. Che c'entri qualcosa il possibile accordo con la Fiera di Bologna, che scuoterebbe gli equilibri in essere?

Davide Bianchini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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