Politica/ Pd riminese, niente toni trionfalistici, please

I toni trionfalistici sul voto raccolto dal Pd a Rimini da parte di alcuni maggiorenti del partito sembrano quantomeno esagerati. Che il Pd al Senato faccia segnare un + 6 2 % rispetto alla coalizione che si presentava nel 2006, in chiave locale dice poco. Più interessante fare un riscontro con i voti presi alla Camera, dato che per le comunali votano anche gli under 25, esclusi dal voto per la Camera alta. Nel 2006 Ds e Margherita avevano il 38,27% dei voti. Oggi, come Partito Democratico, hanno il 40,9%. Assommato al 4,6% dell'Italia dei Valori, si arriva al 45,5%: Aggiungendo a questi i voti che ha oggi la Sinistra Arcobaleno nel suo complesso (2,6%), si arriva al 48,1%. A questo totale andrebbe aggiunto il voto radicale, oggi confluito nel Pd. Diciamo che la coalizione di centrosinistra si potrebbe attestare a Rimini sul 49%.

Nel complesso, i voti che raccolgono alla Camera Popolo della Libertà e Lega Nord a Rimini, sono il 41,5%. Facile pensare ad una alleanza con Udc (3,7%) e La Destra (3%) per le amministrative: il totale sale a 48,2%. Dunque, i due ipotetici cartelli elettorali che potrebbero sfidarsi nelle prossime amministrative riminesi sono sostanzialmente alla pari e nessuno dei due vincerebbe al primo turno.

Ma su questa considerazione pesano alcuni fattori: 1) Il Pd dovrebbe allearsi con quel che resta di una sinistra che ha "cannibalizzato" durante queste elezioni. Potrebbe essere più difficile del previsto. 2) Seguendo i flussi elettorali nazionali, non sembra che il Pd abbia sfondato fra il popolo delle partite iva, i piccoli imprenditori, i liberi professionisti. Anzi, da questi è stato pesantemente punito.Se la cosa dovesse ripetersi anche nelle elezioni locali (il nostro è territorio di partite iva), per il Pd sarebbero guai grossi. 3) Sul locale, pesa anche la qualità dell'amministrazione. Se sindaci e assessori verranno percepiti dagli elettori come "bravi amministratori", questo sarà un punto di vantaggio per il Pd. Ma è tutto da dimostrare. Anche perchè, quantomeno nella città capoluogo (che però voterà nel 2011), non si potrà più contare sull' "effetto Ravaioli". Sul resto, a occhio e croce, non si vede granchè, ma il giudizio almeno sulla squadra riminese - Sindaco a parte e, forse, l'assessore Stefano Pivato - non è buono. Ma questo discorso dovrebbe essere approfondito, e ci ripromettiamo di farlo a breve. 4) Quindi Conta (e molto!) anche chi viene presentato come candidato sindaco. La destra, di solito, riesce sempre a farsi del male da sola, portando candidature che poi vengono ritirate o personaggi abbastanza improbabili, non in grado di attrarre quei consensi in più che occorrono. Si tratta di vedere che persone presenteranno i due schieramenti e con quale appeal verso i cittadini

In sintesi: la partita elettorale locale è tutta da giocare e i toni trionfalistici adottati, da una parte e dall'altra, ma in particolar modo dal Pd (leggi Gnassi), oggi sarebbero da evitare con cura. (Nella foto: Veltroni, dopo aver "cannibalizzato" Bertinotti, guarda con rinnovata speranza al futuro del Paese).

Davide Bianchini

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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