La politica nel pollaio, spiegata alla "signora Maria"

Poichè non tutti hanno chiaro quel che succede in Italia, gli schieramenti politici, le scelte e le conseguenze che esse portano, proviamo a fare una specie di "lezione propedeutica" dedicata alla nostra amica, "signora Maria" che tra crisi di governo annunciate, passaggi parlamentari, elezioni invocate, davvero potrebbe avere le idee confuse.

Oggi in Italia i partiti sono raggruppati in due alleanze. Quella di centrosinistra che ha vinto le ultime elezioni e che ha eletto Prodi con un margine limitato ma sufficiente alla Camera dei deputati e con solo voto al Senato. Al Senato, però, votano anche i senatori a vita come Andreotti, Scalfaro, Cossiga, Rita Levi Montalcini ed altri che per lo più si esprimono a favore del governo, anche se il margine non sale di molto. Poi, per le differenze tra la sinistra estrema ed i moderati di centro come Dini e, fino all'altro ieri, Mastella, Prodi è sempre in pericolo ad ogni votazione importante.

Questa situazione fa sì che ogni legge debba essere scritta a seconda di quanto viene fuori da quest'eterno contrasto tra le diverse parti politiche che hanno votato ed eletto Prodi, col rischio più che reale che non sia fatta a seconda dei bisogni dei cittadini. I partiti che appoggiano Prodi sono: il nuovo Partito Democratico; 2) L'Italia dei Valori di Di Pietro; 3) il partito di Mastella (però ormai fuori dalla maggioranza); 4) Rifondazione Comunista; 5) il Partito dei Comunisti Italiani; 6) Lo Sdi; 7) i Verdi di Pecoraro Scanio ed altri 3/4 minuscoli gruppetti. Questi partiti sono riuniti in Prodi ma non la pensano allo stesso modo su un sacco di questioni. E' vero che per eleggerlo hanno tutti firmato un programma comune, ma quando è ora di fare, spesso emergono differenze e allora si rinvia, non si fa, o si fa male.

Prima di Prodi ha governato Berlusconi che era intenzionato a cambiare molte cose. Lo sostenevano: 1) Forza Italia (il suo partito); 2) Alleanza Nazionale; 3) l'UDC di Casini (sempre con molti distinguo) e 4) la Lega di Bossi. Questi partiti erano più simili, ossia più vicini tra loro di quelli che oggi sorreggono Prodi e Berlusconi ha potuto governare, nei suoi cinque anni, senza grandi rischi di crisi. Ma non ha potuto o voluto ugualmente fare tutte quelle cose necessarie per modernizzare l'amministrazione del Paese. Alle proteste dei sindacati, quando toccava qualche loro interesse, si aggiungevano le difficoltà a mettersi d'accordo in casa sua.

Insomma, sia che governi Prodi o che governi Berlusconi, troppi galli cantano nel pollaio perchè qualcuno possa governare colmando i grandi ritardi accumulati. Ritardi che ci fanno rimanere in coda a quasi tutti i Paesi d'Europa e del mondo. Mentre gli altri progrediscono, noi stentiamo sempre di più. E' da tanto tempo che queste cose si dicono, da decenni si parla di cambiamenti e nessuno li vede realizzati. La gente comincia a dare segnali di insofferenza.

Uomini politici un po' più accorti hanno capito che è tempo di darsi una mossa; altri hanno affermato che la classe politica è ancora protetta dal relativo benessere dei cittadini, altrimenti la gente non perdonerebbe e forse saremmo coi forconi in piazza. Comunque stiano le cose Berlusconi e Veltroni (i capi dei partiti più grossi) si sono visti, hanno scoperto di essere preoccupati di questa situazione ed hanno concordato che, invece di continuare ad insultarsi è molto meglio mettersi d'accordo ed adoperare la forza dei loro due partiti per portare un po' d'ordine nella politica cominciando a dare una regolata al pollaio

Il modo per farlo è una nuova legge elettorale che semplifichi il parlamento da eleggere e diminuisca il numero dei partiti in parlamento (ad esempio con uno sbarramento al 5% diversi di quelli elencati prima, a destra come a sinistra, non ci sarebbero più). Oppure si può dare più potere ai partiti grossi od al capo del governo in modo che possa decidere senza essere costretto a guadagnarsi il voto dei suoi soci giorno per giorno. E' chiaro che queste modifiche tolgono potere ai partiti più piccoli ed è questa la ragione delle liti e delle polemiche di queste settimane. E, certamente, anche questo è uno dei motivi che ha visto Mastella lasciare la maggioranza proprio in queste ore.

E' cosa grossa, la questione è molto seria. Da come sarà risolta dipendono anche le sorti del nostro Paese e più in piccolo, le fortune dei grandi e piccoli protagonisti della politica italiana. (Nella foto, Lamberto Dini, un "rospo" nel pollaio).

Steve

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