Politica/ Mastella e "L'occupazione" della cosa pubblica

Quando un giudice mette agli arresti domiciliari la moglie del ministro della Giustizia, anch'esso indagato, e lo stesso ministro accusa di complottismo i magistrati, applaudito da buona parte dei politici di entrambe le sponde e poi la sua maggioranza è messa tra l'incudine della piena solidarietà al ministro e il martello della caduta del governo, più che in un conflitto fra i poteri dello Stato sembra di ritrovarsi in una farsa. Cerchiamo perciò di mettere dei punti fermi.

Non sappiamo, anche perchè conosciamo solo una parte delle telefonate intercettate, se i magistrati che indagano abbiano calcato la mano col fine politico di far cadere il governo o di mettere i bastoni fra le ruote ai nuovi sviluppi della politica. Siamo ormai abituati a dubitare di tutto. Ma crediamo subito all'accusa che il minstro ed altri si siano spartiti le nomine di dirigenti ospedalieri, primari dei reparti, delle cucine, dei corridoi, delle cantine e degli sgabuzzini… Perchè?

Perchè siamo consapevoli che così va la vita e questa è la convinzione che ci siamo fatti della politica e dell'amministrazione del nostro Paese. Tanti non ci badano nemmeno più. Alcuni considerano queste pratiche un inevitabile contorno della politica, un prezzo da pagare al sistema di vita. Per altri è una cosa negativa che giace nel fondo della coscienza. Per altri ancora è un fatto insopportabile ma assodato. E quando gli episodi arrivano in prima pagina in tutta la loro evidenza, si verifica un rigetto generale e monta un'ondata d'indignazione popolare tanto sentita e calda quanto effimera.

Tra la gente, nei partiti, nelle amministrazioni, nelle gerarchie della chiesa, nelle professioni, tra gli imprenditori, nei sindacati, nella cultura, nella stampa, tra i magistrati, esistono persone che hanno ben chiaro il problema nella sua generalità, oltre che nella dimensione dell'episodio singolo. Una parte di queste persone sono anche convinte che questo sia un problema di vita o di morte per l'avvenire del Paese. E, dunque, che non ci sia una scelta possibile tra un modo migliore di vivere, risolvendo il problema; e un modo un po'… peggiore di vivere, portandocelo dietro: la "spartizione" della cosa pubblica da parte dei politici va fermata. Con questo fardello sulle spalle, non solo si va un po' più piano degli altri Paesi, ma si rimane irrimediabilmente indietro e soggetti a possibili sbandamenti.

Ultima breve considerazione. Mastella è accusato in Campania. Il malcostume è nazionale. Se guardassimo verso Rimini cosa vedremmo?

Steve

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