Amministrazione/ Arriva il decentramento catastale. Funzionerà?

Il quadro normativo delineatosi negli ultimi anni, accelerato dalla finanziaria 2007, ha reso possibile la realizzazione del decentramento catastale fino alla scelta compiuta dai Comuni sulle modalità d'esercizio delle funzioni catastali. I Comuni del territorio della Provincia di Rimini, a quanto risulta dalle informazioni provvisorie diffuse dall'Anci Emilia Romagna, hanno scelto chi per la gestione diretta delle funzioni, chi per l'affidamento di queste all'Agenzia del Territorio.

Le scelte effettuate determineranno un frazionamento dell'esercizio delle funzioni catastali (fino ad oggi espletate per l'intera Provincia dalla sola Agenzia del Territorio) in tre "Poli": Rimini Nord (Rimini, Santarcangelo di Romagna, Bellaria-Igea Marina, Poggio Berni, Torriana e Verucchio); Rimini Sud (Riccione, Misano Adriatico, Coriano, San Giovanni in Marignano e Cattolica); e il gruppo di Comuni che continuerà a far capo all'Agenzia del Territorio: Morciano di Romagna, Gemmano, Montefiore Conca, Mondaino e Montegridolfo; I restanti Comuni della Provincia: Montescudo, Monte Colombo, San Clemente e Saludecio, non hanno deliberato e pertanto le funzioni restano provvisoriamente in capo all'Agenzia del Territorio.

Questo stato delle cose non dovrebbe creare alcun disagio al cittadino proprietario d'immobili ubicati in un unico Comune (continuerà a rivolgersi ad un unico ufficio), mentre potrebbe complicare la vita ai liberi professionisti ed ai proprietari d'immobili posti in vari Comuni, che dovranno recarsi presso i differenti uffici dei Poli catastali. In realtà, potrebbero crearsi dei "disagi" d'altro tipo: i Comuni che hanno deliberato di assumere la gestione delle funzioni catastali in forma associata dovranno pianificare le loro attività in modo tale da rendere il decentramento catastale efficace ed efficiente, economico e produttivo, arrivando ad affrontare tematiche organizzative che potrebbero non essere esattamente conosciute

Detto in soldoni, la normativa prevede che se i Comuni non saranno in grado di svolgere adeguatamente il servizio catastale, questo potrà tornare all'Agenzia del Territorio. Si pare dunque un problema di "formazione" del personale che, di certo, non è secondario. Va detto che una parte dei dipendenti del Catasto dovrebbero "distaccarsi" ai Comuni. Si parla di circa duemila addetti. Ma non è detto che siano le professionalità più utili ad arrivare.

E poi, perchè mai le varie Agenzie del Territorio dovrebbero privarsi dei loro elementi migliori? Un problema molto evidente che i Comuni dovranno affrontare nel loro nuovo mestiere di gestori del catasto, sarà quello delle ricerche anteriori al 1987, prima della meccanizzazione del servizio. In questo caso l'inesperienza nella ricerca e nella consultazione potrebbe creare non pochi guai all'utente: dai semplici ritardi a documentazioni sbagliate. Le principali attività catastali di cui si dovranno fare carico i Comuni possono essere individuate, infatti, nell'accettazione delle pratiche d'aggiornamento dei registri catastali (terreni e fabbricati), nella verifica, nel controllo e nella validazione delle pratiche, nella rettifica, notifica e contenzioso sui redditi e sulle rendite catastali, nell'attività di sportello del cittadino, nel rilascio di tutte le tipologie di certificazioni catastali e nella gestione economica dei diritti catastali. Una mole di documenti che richiede conoscenze specifiche.

L'esercizio delle funzioni catastali preoccupa parte dell'opinione pubblica, soprattutto per il livello in cui potrà incidere l'Amministrazione comunale sulle rendite catastali degli immobili. In effetti, un altro problema potrebbe aprirsi in fase di "riclassamento" degli immobili. Ora come ora, la revisione generale delle rendite e la conseguente determinazione delle nuove tariffe, dovrebbe essere una questione non immediata in quanto non sono ancora state definite le modalità con le quali si dovrà procedere. Però, dopo un momento iniziale d'assestamento della macchina organizzativa, è più che probabile una successiva fase nella quale i Comuni andranno ad attaccare vere o presunte forme di sperequazione. Anzi, che ciò avverrà è praticamente certo.

La scelta dei nostri Comuni (così come quasi tutte quelle delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana), fa sì che su di essi si abbatteranno una notevole mole di costi (oggi a carico dello Stato) i quali in qualche modo dovranno essere recuperati attraverso un aumento della fiscalità sugli immobili. Diversamente, la scelta degli Enti Locali di andare sull'opzione "C", come detto la più impegnativa, si rivelerebbe economicamente catastrofica. Il tutto in un periodo non certo propizio, dove il rallentamento del settore appare evidente, anche per effetto di una fiscalità pesantissima. Tuttavia, anche per aumentare la pressione fiscale, i Comuni dovranno confrontarsi con una materia, quella catastale, che presenta aspetti normativi complessi e che ovviamente non permetterà di affrontare l'argomento in modo superficiale, visto che incide su interessi diffusi di categorie amplissime, e normalmente non certo di alto reddito.

Ricordiamo che la pressione fiscale immediatamente incide sui proprietari, ma indirettamente viene a gravare anche sugli affittuari, perchè è evidente che i proprietari cercano per quanto possibile di rivalersi sugli utilizzatori delle maggiori spese sostenute per gli immobili. Questo rischia di generare un contenzioso infinito, e comunque nessun Comune potrà "alzare" il valore catastale di un immobile al di fuori di quanto previsto dalle regole. Di questo, le Amministrazioni sono consce? Il rischio che queste, per perseguire l'incremento dell'Ici (che è l'imposta che interessa a loro) incrementando la rendita catastale, appesantiscano la tassazione in sede di trasferimento, e quella ordinaria Irpef che appunto sulle rendite si basano. Frattanto, registriamo il caso di Novara, Comune che già dal 2000 aveva aperto lo sportello catastale comunale.

Questa amministrazione piemontese ha fatto maturare ai suoi dipendenti una certa esperienza, ma ha comunque scelto di non applicare l'opzione "C", (gestione diretta e associata del Catasto), quella scelta da molti Comuni della Provincia. Applicherà, invece, la "A" (quella minima, che prevede solo il rilascio delle visure). Vorrà dire qualcosa?

Davide Bianchini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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