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Sanità/ Se dovete fare una risonanza magnetica andate in Veneto. Non vi costa niente e fate prima

Fare una risonanza magnetica nelle strutture pubbliche riminesi significa esercitare in modo profondo l'arte della pazienza. Non è possibile accedere a quest'esame prima di tre mesi e mezzo - quattro mesi. A patto che non si decida di usufruire delle stesse strutture pubbliche ma a pagamento. Andiamo con ordine.

Se si telefona alla segreteria del reparto di Radiologia dell'Ospedale Ceccarini di Riccione, come noi abbiamo fatto sabato 10 novembre, si viene informati che la risonanza magnetica si può fare negli ospedali di Rimini e Cattolica oppure a Torre Pedrera presso una struttura privata, la Sol et Salus. I tempi d'attesa sono quelli sopraccitati. Ma, se si decide di andare a pagamento "i tempi si accorciano notevolmente - ci viene detto - perchè la prestazione viene effettuata fuori orario di lavoro, cioè dopo le 20, e il costo si aggira attorno ai 260 euro". Una cifra non proprio alla portata di tutti. La segreteria di Radiologia non è in grado di dire quale sia il costo della prestazione presso la clinica di Torre Pedrera "perchè è una struttura privata". Se poi si chiede il perchè di tanta attesa, la risposta è disarmata: "le macchine sono poche, le richieste tante". Al Cervesi di Cattolica sono più precisi. "Se prenota oggi (la data della telefonata era sempre il 10 novembre, verso le 12.45, ndr), l'appuntamento è per il 3/4 marzo. A pagamento, accede all'esame nel giro di una settimana, nelle serate di lunedì o martedì". Lunedì 12 all'Ospedale di Rimini ci rispondono nello stesso modo: "appuntamento a metà marzo. Se vuole, sempre presso di noi può prenotare alla Sol et Salus, ma i tempi si allungano: fa l'esame verso metà aprile". Martedì 13 novembre telefoniamo lo stesso alla Sol et Salus dove ci confermano che "le prenotazioni le può effettuare attraverso le segreterie delle radiologie degli ospedali di Riccione e Rimini. I tempi di attesa non glieli so dire, perchè le prenotazioni sono gestite direttamente dagli ospedali. Se viene a pagamento i tempi d'attesa sono comunque di pochi giorni. Per il tipo di risonanza magnetica che deve fare lei, il costo è di 310 euro".

E' questa una prassi che dobbiamo accettare come normale? No. Perchè quello che le varie radiologie interpellate non ci hanno detto è che è possibile fare l'esame, in tempi più brevi e a carico del Servizio sanitario nazionale, presso altre strutture. Solo che si trovano fuori territorio. Due esempi: il 12 novembre abbiamo telefonato alla Casa di Cura San Lorenzino di Cesena che ci ha dato appuntamento per il 15 gennaio (sempre in regime di convenzione). Idem ad Inziativa Medica, una struttura di Monselice, in provincia di Padova, che lo stesso 12 novembre ci ha dato appuntamento PER LA FINE DEL MESE! Tradotto: a Monselice fai un esame specialistico a carico del Servizio sanitario nazionale in due settimane. A Rimini, per fare così in fretta devi pagare! Da notare che una trasferta a Cesena (ma anche a Monselice), costano senz'altro meno dei 260 euro richiesti per fare l'esame in regime privatistico nell'ospedale di Rimini.

Ma perchè le segreterie dei reparti di radiologia dell'Asl di Rimini non dicono ai pazienti che è possibile fare una risonanza magnetica semplicemente andando a Cesena o fuori Regione, facendo prima (e spendendo niente)? E' presto detto. Primo motivo: facendo spendere 260 euro a un contribuente che già paga il Servizio sanitario nazionale con le proprie buste paga ed i propri versamenti, la Asl svolge un servizio di tipo privatistico dal quale guadagna denaro fresco. E lo fa usufruendo delle strutture pubbliche che sono state, per l'appunto, pagate da tutti i cittadini con le proprie tasse. Dunque il contribuente viene colpito due volte: prima perchè paga le tasse e non ha un servizio; poi, perchè per avere quel servizio al quale ha diritto, DEVE PAGARE ANCORA. E' bene specificare un concetto: i macchinari, le strutture, gli strumenti in dotazione alla Asl, NON possono essere considerati proprietà della Asl ma di tutti i cittadini. Sono, cioè, PROPRIETA' PUBBLICA. E non possono essere messi al servizio dei soli privilegiati che possono permettersi di spendere 260 euro per fare un esame diagnostico in tempi decenti. Secondo motivo: chi paga il conto della risonanza che l'utente un po' più furbo s'è andato a fare a Cesena, in Veneto o da qualche altra parte? La Asl di provenienza, ovviamente. Ed ecco spiegato perchè nessuno dice che si può far prima uscendo dalla Provincia.

Insomma, non si dice la verità. E qual è questa verità? Che i tempi biblici per una risonanza magnetica che sono necessari a Rimini sono una scelta voluta e non frutto dell'eccesso della domanda.

Antonio Cannini

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