Le dinastie europee: Fallito I, Fallito II, fallito III, Fallito IV ecc.

100euroIl tracollo delle banche spagnole è una vergogna di regime. Per la complicità pubblico-privata in un delitto. Per i guadagni passati di alcuni nell’inesatta proporzione dei danni futuri per gli altri. Per la negazione. Per il contagio. Per le bugie. Mentono tutti. Tutti mentono a tutti: anche e specialmente ai sudditi-contribuenti.

Oggi abbiamo il diritto di parlare di ciò che capita in casa d’altri. Perché la casa d’altri è ipotecata, e saremo noi a pagare l’ipoteca. Noi, i cosidetti “europei”. Che differenza c’è tra le menzogne della Grecia sui conti pubblici e quelle delle banche spagnole sui bilanci? E quando si parlerà, molto presto delle italiane?

Ad esempio la situazione spagnola è più simile a quella irlandese – il problema è anche lì bancario – che a quella portoghese, che dei dieci possibili problemi non ne ha nemmeno uno enorme ma li ha tutti contemporaneamente. In Spagna il male nasce dalla relazione coniugale incontrollata tra le “cajas de ahorro” e i poteri politici regionali, oltre che da una bolla immobiliare a cui hanno partecipato tutti e di cui hanno approfittato tutti: le banche con i prestiti, i costruttori con le vendite, le agenzie immobiliari come tramite, lo stato con le tasse, il governo con le statistiche sul pil, i partiti in qualche altro modo, e chissà quale. 

È da almeno cinque anni che la bolla immobiliare e suoi micidiali effetti sono perfettamente visibili. Ma da allora la Spagna ha fatto tutto nel modo peggiore. Il precedente governo Zapatero si è limitato a negare il problema, mentre quello di Mariano Rajoy non è riuscito a metterlo sotto controllo. E così un disastro che avrebbe potuto essere confinato alle “cajas” ora contagia le maggiori banche del paese (Santanter, Bbva, e La Caixa non hanno beneficiato di questi cento miliardi). E non è tutto, il cancro potrebbe estendersi al debito sovrano. Anche qui la somiglianza Spagna Italia è fortissima.

Ciò che invece distingue la Spagna dall’Irlanda è il tipo di soluzione scelta per risolvere il problema. L’Irlanda ha nazionalizzato i passivi delle banche, che si sono trasformati in debito pubblico. La Spagna sta invece cercando di creare un cordone sanitario attorno alle banche, prestando loro 100 miliardi di euro che diventeranno debito pubblico. L’obiettivo è impedire che il problema delle banche diventi un problema dello stato. Ma è comunque evidente che questi 100 miliardi sono parte di un piano di salvataggio per la Spagna, che include un programma d’austerity non scritto ma già in atto e colloca le banche spagnole sotto la supervisione della Bce. Sarebbe assurdo il contrario.

Una delle grandi conseguenze della crisi spagnola potrebbe essere il passaggio accelerato a un’unione bancaria europea. Una volta realizzata, aprire un conto a Lisbona, Berlino o Madrid sarà la stessa cosa, e la Banca centrale europea sarà incaricata della supervisione del sistema bancario. La banca di Spagna esce con le ossa rotte da questa vicenda. Al punto tale che il governo Rajoy l’ha detronizzata, assegnando gli audit per il sistema bancario al ministero dell’economia. Quello che resta in questa miseria è l‘incredibile faccia tosta dei protagonisti: banchieri e politici. “È ora di smetterla con lo scaricabarile”, tuonava un anno e mezzo fa Bob Diamond, presidente della Barclays, seccato dalle critiche alle banche di cui lui è esponente di punta. È ancora presto per esaudire il suo desiderio. In ogni caso è di questo che parliamo quando diciamo che il settore bancario ha preso in ostaggio la politica: repubbliche di debitori e monarchie di creditori. Finanzieri che sanno tutto hanno raggirato politici che non sanno niente. Oppure fanno finta di non saper niente dietro equo compenso. Ovviamente.

Gli uni e gli altri hanno l’arroganza di trattare come analfabeti della finanza chi paga (i sudditi) per i loro errori. Proprio così, quelli che hanno compromesso i bilanci futuri, che si aggrappano all’austerity e fanno schizzare alle stelle la disoccupazione e i fallimenti delle imprese sono gli stessi che accusano il popolo di ignoranza finanziaria. Complimenti. Siamo arrivati al regime monarchico in cui i regnanti sono i bancarottieri che presentano ai sudditi il conto... .

La crisi è bancaria, ma ha generato metastasi che hanno creato una crisi del debito sovrano. E le conseguenze delle due crisi le subiscono gli “europei”. Ovvero noi. La democrazia dev’essere proprio malata, se mentire alle istituzioni europee, come accaduto in Grecia, è più grave che mentire al popolo, come è successo in Spagna. Le banche saranno aiutate. E noi cosa rispondiamo? Niente. Abbiamo già detto tutto. Abbiamo già scritto tutto. Non ci resta che pagare. Ma come si fa a risalire dall’abisso? Alla fine comunque è chiare, banchieri e politici condividono la responsabilità del disastro del sistema bancario spagnolo ed europeo. E hanno anche l’arroganza di trattare come ignoranti i cittadini che pagano e pagheranno per i loro errori. Fino a quando? (Nella foto: i simboli delle nuove dinastie che danno la misura del loro valore).

Behemoth

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net