Ci piacciono poco gli aggettivi ma, le prossime settimane se non saranno “epocali”, saranno “delicate”

paesaggio lunareLa prossima settimana succederà qualcosa. Ce lo sentiamo.   Dobbiamo dire che da parte nostra vi è sempre stata una forte repulsione per gli aggettivi troppo altisonanti (“epocale”, “storica”, “decisiva”, ecc.) che troppo spesso infestano la nostra comunicazione di massa. Tuttavia le prossime due o tre settimane, se le notizie che ci arrivano di qua e di là dal mondo sono esatte, “conteranno qualcosa”; per non smentirci diciamo che saranno “delicate”. Vi sono almeno tre “tappi” pronti a saltare. Uno prevedibile, gli altri due meno. Ma ai pochi interessati li anticipiamo.

1) A livello europeo, nonostante la vittoria del “sì” al Fiscal Compact nel referendum irlandese (vittoria, ricordiamolo, ottenuta con il convincente argomento di una pistola puntata alla tempia...) la situazione dell’isola appare disperata. Infatti i dati, non a caso resi noti subito dopo il referendum, rendono sicuro un “default” a breve. Data la modestia del paese, la situazione irlandese è poco più di nulla rispetto alla situazione spagnola e italiana, ma, in questo momento, anche una goccia può definitivamente  far traboccare il vaso riempito dai paesi “grandi”. Probabilmente sarà una goccia irlandese.

2) Molto peggio sta per accadere in Medio Oriente. Avendo incontrato in Siria una resistenza ben superiore al previsto, le “menti” del Pentagono hanno, giustamente, nella logica ormai ineluttabile delle cose, spostato gli scontri in Libano ove le milizie inquadrate da “istruttori” diciamo “anglofoni” e francesi e armate dagli stati sunniti del Golfo, si sono cominciate a muovere contro gli sciiti e i loro amici siriani. Per il Libano si prepara un brutto periodo ed esso sarà non buono nemmeno per gli italiani che nel Libano hanno un contingente importante così come i tedeschi. Se la guerra riuscirà ad estendersi in Libano, l’invocato tante volte “intervento umanitario”, troverebbe un’altra e forse decisiva giustificazione. Anche senza Onu, Russia , Cina ecc. . Chi ricorda il nostro Cancelliere, già mesi fa aveva previsto il periodo critico (o “finestra d’opportunità” a seconda dei punti di vista...) per il periodo aprile-ottobre. Solo in questo lasso di tempo una guerra avrebbe ottenuto i suoi scopi... vedremo...

3) Infine, strano a dirsi, (ma non tanto per chi conosca le tortuosità della politica americana) si sta riaprendo il fronte “Kosovo”. A due passi da casa nostra. Sta avvenendo con grande imbarazzo degli europei che, stavolta, vedono con fastidio gli albanesi, riattizzare lo scontro rivendicando altri pezzettini di Serbia a maggioranza linguistica albanese. Il problema è che se gli albanesi si muovono vuol dire che hanno avuto “disco verde” da Washington. Con tempismo sospetto i paesi baltici, la Polonia, L'Ungheria e la Romania, stanno avanzando pretese di risarcimento dalla Russia per le invasioni durante e dopo la seconda guerra mondiale. Il fatto che questi paesi fossero per buona parte alleati e comunque occupati da truppe naziste non ha nessuna importanza, né lo hanno le numerose divisioni di s.s. baltiche e scandinave che gli stessi tedeschi, in Russia, consideravano un po' "troppo feroci". Tutto questo può sembrare grottesco ma, come diceva Shakespeare: "c'é del metodo in questa follia". Infatti i registi sono in gran parte oltre oceano e un po' di personale di scena a Bruxelles. Solo le comparse stanno a Varsavia, Tallin, Vilnius, Budapest ecc..

Probabilmente gli scontri si fermeranno “a comando” solo quando gli europei, ormai disperati, saranno più arrendevoli su due fronti che interessano molto l’alleato transatlantico. Quello mediorientale, ove pur marciando a parole con gli USA, temono e sfuggono lo scontro; e quello economico dove gli americani chiedono molti,  molti più soldi per le varie guerre in corso. Esse infatti, Afghanistan in primis, si stanno rivelando molto, molto costose e gli americani vogliono soldi per combatterle. La prossima poi, e cioè quella siro-iraniana, sarà costosissima e imprevedibile, e gli Stati Uniti sul “Money” non vogliono scherzi. Fra un mesetto faremo il punto...(Nella foto: alcune anticipazioni sull’aspetto dell’Europa nel 2013).

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