SUSSURRI GRIDA ED ESPLOSIONI

Da più di un quarto di secolo la nostra "politica" è in crisi e da allora è un continuo susseguirsi di critiche col contorno di qualche scoppio di ira popolare. Negli ultimi giorni abbiamo visto i risultati di diverse votazioni in differenti parti del paese, e tutti i dati ci confermano lo scontento popolare diffuso, in qualche città ancora attenuato, in altre invece in piena evidenza e del tutto categorico.

Potremmo dire, nel nostro caso, col "senno di prima" che questo comportamento è una delle possibili e normali reazioni ai ritardi ed alle storture dei partiti . Ma non basta perché possiamo aggiungere e sempre col "senno di prima" che lo sconcerto e la confusione che accompagnano questi comportamenti, sono anche la conseguenza di tre decenni di pubbliche denunce verso le manchevolezze della politica e dei partiti, in assenza di credibili ed operanti progetti di rinnovamento.

In tanti si sono specializzati nella demolizione dell'esistente ritirandosi, nel frattempo in verbose ideologie di gruppo, omettendo di costruire soluzioni comuni. Altri, anche i più ragionevoli, si sono limitati alla denuncia. L'assenza del dovuto impegno per la costruzione lo si misura assai bene anche dall'esame di uno tra i temi più scottanti della politica: quello degli alti costi anche in tempo di crisi.

Quasi tutte le proposte hanno infatti un carattere minimale, ed occasionale volte a dare un contentino all'opinione pubblica in fermento e non una svolta sistematica a meccanismi che hanno stravolto il nesso tra risorse del paese, il costo complessivo dell'apparato politico amministrativo e la sua efficienza. Solo in questa chiave si può arrivare al doppio vantaggio di abbattere, di quanto si decida la spesa, e fare crescere l'efficienza con l'impegno e nei tempi e necessari.

E ciò non ha nulla a che spartire coi provvedimenti sollecitati per mantenersi in carriera, ha invece a che fare con la necessità di mantenere la capacità di progresso del nostro paese. Tornando alla questione centrale dello scontento popolare ci fa molto piacere udire che in un sondaggio, pur nella confusa situazione greca, la gente si sia espressa a larga maggioranza in favore dell'unità sopra le parti e per l'attaccamento all'Europa.

Crediamo sia una dimostrazione di saggezza popolare al di sopra sia di tutti i guai, sia delle numerose predicazioni che portano per lo più a divisioni. Allo stesso tempo conserviamo il timore che tanti sussurri e grida portino con sé il pericolo del caos e di tentazioni imprevedibili e pericolose per il benessere e per la democrazia. Restiamo convinti che occorra rendere presto visibile a tutti , coi fatti, che in questo paese ci sono nei diversi livelli capacità più che sufficienti per costruire progetti anche diversi ma passibili di un comune denominatore nel segno dell'interesse nazionale.

Anche questo concetto contribuisce a spiegare il significato che diamo al bisogno di unione,che ripetiamo può convivere con la proposta di una profonda riforma della nostra politica. In conclusione se temiamo le incertezze e rifiutiamo i modi attuali della politica la strada che ci rimane è costruire colle nostre mani il nostre futuro e cominciare a farlo subito perché di tempo non ne rimane più.

steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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