Italia/ gli ultimi fuochi.

micio_gattoLe grandi crisi sono normalmente accompagnate anche da momenti di insano divertimento, che di solito, segnalano lo stato confusionale dei cosiddetti “governanti”. Nelle ultime ore abbiamo assistito alle due penose scenette con protagonisti “governi locali” (leggi sindaci) e governo centrale (nello specifico nella persona del viceministro prof. Polillo, uno dei più effervescenti) che si era già segnalato per certe soluzioni eterodosse al problema “esodati” facendo incazzare la Fornero.

Bene: ieri i comuni  hanno chiesto al governo modifiche in extremis all’IMU poichè facendo finalmente bene i conti, “potrebbe scatenare gravi proteste/disagi sociali” (in realtà temono che i cittadini non la paghino...). Come ha risposto il governo? Con una proposta di legge di 39(!!!) articoli per l’istituzione di una legge per la tassazione degli “animali d’affezione” (cani e gatti, ma non solo) che dovrebbe dare un buon gettito ai comuni e permettere interventi sull’IMU (questo nonostante il mascheramento da “tassa di scopo” per la prevenzione del randagismo).

Risultato? Un’incazzatura peggiore di quella precedente. Se tassare la casa frutto delle fatiche di una vita è impopolare, “picchiare gli amici” a quattro o più o senza zampe con un’imposta ad hoc è parso un’enormità. Anche ai disattenti italiani. Tant’è che (pare...) la tassa sugli animali sia (momentaneamente...) abbandonata e il povero Polillo ricoperto d’insulti (tanto ci è abituato). Il segnale però al di là della ridicolaggine e povertà umana della vicenda è inquietante. La confusione regna  sovrana nelle teste dei “responsabili” che si lanciano, sentendosi bruciare la terra sotto i piedi, in soluzioni estemporanee e persino risibili e autolesioniste.

Una sola cosa è solida, ferma  immutabile e intoccabile in Italia: la spesa pubblica. Ormai, dopo Giarda, se n’è accorto anche Bondi Enrico. La siringa ipodermica lombarda può costare un decimo di quella sicula ma questa non può calare. Così come tutte le altre spese, anche le più assurde. Quindi non resta che trovare altre tasse. Suggeriremmo, dopo gli animali domestici, di trovare il modo di colpire il “non consumo” della benzina visto il comportamento asociale e, diciamolo, sovversivo, degli italiani che hanno drasticamente ridotto il consumo della preziosa linfa. Spinti in questo, è chiaro, da qualche pericoloso sovversivo (Grillo, BR. Al-Qaida...?). Mah?! (Nella foto: al povero micio e ai cani il compito di risanare il bilancio dello stato rovinato da altri cani).

E.B.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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