Economia/ Questa volta una profezia ce la ritrova un affezionato lettore.

Uno dei vantaggi di essere un “vecchio” giornale (il nostro è entrato nel VI anno di vita) è quello di avere un po’ di affezionati lettori che ci seguono dall’inizio. Sono un po’ la memoria storica della testata. Proprio uno di essi ci ha segnalato un articolo molto datato che però, visto oggi, presenta aspetti di sconcertante attualità. Si tratta, come è intuibile, di un articolo del “mitico” Cancelliere, anzi è la prima intervista che quattro anni fa concesse alla testata. Il lettore R.M. di Cesena ci ha segnalato in particolare la parte centrale dell’intervista che sembra essere stata scritta appena poche ore fa. Riproponiamo l’articolo nella sua integrità data compresa perchè in questi momenti con tanti profeti a vanvera possiamo dimostrare che qualcuno con le idee chiare c’era già molti anni fa e neanche tanto lontano.

La redazione

 

L'intervista al "Cancelliere"/ "Burocrati-monopolisti hanno ucciso l'Italia"

   Creato Lunedì, 07 Luglio 2008 10:00

 

Da oggi inizia un ciclo d'interviste ed una collaborazione giornalistica con un personaggio molto noto a Rimini ma che, per ora, preferisce rimanere nell'anonimato. Perchè iniziamo una collaborazione di questo tipo? Perchè il personaggio in questione è uno dei non molti riminesi che, per motivi professionali, ha un orizzonte d'analisi che spazia un po' più in là degli angusti confini compresi tra il Marano e il Marecchia. Più vicino ai 60 che ai 50, è molto conosciuto in tanti ambienti cittadini (che frequenta di rado se non per ragioni professionali). Molti sarebbero stupiti nell'apprendere che è lui a rispondere alle nostre domande.

Più sarcastico che umorista, è più amante delle donne e della cultura che del potere (che peraltro non disdegna, quando è utile). Ci conosciamo da tantissimi anni e ci ha fatto piacere sapere che segue il sito di Riminipolitica.com e che, richiesto di una collaborazione, l'ha concessa volentieri. Dato che, come detto, tiene molto alla privacy, lo identificheremo con lo pseudonimo di "Cancelliere" visto che, sotto certi aspetti, somiglia al "cancelliere" per eccellenza, il principe di Metternich.

Cancelliere, vorrei partire dal generale per poi, in altre occasioni, scendere nel particolare. Secondo lei, a che punto è l'Italia? "Ha superato il punto di non ritorno".

Perchè? Che significa? "Perchè la crisi che il Paese attraversa è di sistema. Il peso dell'apparato burocratico, non solo pubblico in senso stretto (penso anche al sistema delle Agenzie e alle aziende monopolistiche) ormai supera per numero e importanza quello delle forze produttive. Viviamo in un Paese che, in qualche modo, può assomigliare a certi stati seicenteschi o al periodo del fiscalismo tardo imperiale romano, quando le forze produttive (allora l'immenso ceto dei produttori agricoli e dei piccoli mercanti) erano al servizio di una grande "classe" onnipotente, autoconservante e autoreferenziale" che viveva di prelievo sulle altre. Attenzione: non è la "casta" di Rizzo e Stella. E' un ceto intero. Ciò lo rende ormai incontenibile, a meno di un conflitto durissimo".

Analisi pessimistica. "La situazione è questa. Il punto d'equilibrio fra queste due forze storiche, apparato burocratico/monopolista e apparato produttivo si è rotto. Oggi questa frattura è solo parzialmente visibile ma fra non molto diventerà enorme. E la forza vincente di per sè non produttiva, per autoconservarsi, non può che comprimere il sistema residuo dal quale trae le risorse, fino a distruggerlo". Alla prevedibile domanda di "quando" tutto questo accadrà si può rispondere tenendo conto che le grandi crisi hanno sempre bisogno di un innesco esterno. Tale fu per esempio la Prima Guerra Mondiale. Nel nostro caso Questo"innesco" sarà dato dallo scontro dei grandi debiti planetari, in particolare quello americano che è sia pubblico che privato e quello europeo che è essenzialmente pubblico. Sul dato temporale esatto, tenuto conto delle entità e delle scadenze si può fare un'ipotesi che va da un minimo di un paio d'anni a un massimo di cinque o sei.

Quindi, secondo lei, il Paese ci sta rimettendo alla grande. "Il Paese in quanto tale non esiste. E' un concetto che ha poco senso in generale, e nessuno in Italia. Esistono delle forze che si disputano il potere. L'elite burocratico-monopolista, anche imprenditoriale, con i suoi milioni di piccoli ausiliari, insignificanti ma, cionondimeno, indispensabili, oggi ne sta controllando le leve e prelevando ricchezze sia a livelli elevati che più modesti, dove la supremazia dell'impiego pubblico è conclamata a livello di soldi e, appunto, di potere".

L'Italia non era così. "Infatti. Questo cambiamento è avvenuto negli ultimi 10/15 anni, ma è un fenomeno definitivo ed ineluttabile. Anche perchè questo "sistema" non è un incidente storico. E' una forza che conta milioni di persone le quali, prima di rinunciare a posizioni di vantaggio, o semplicemente, micro rendite di posizione, combatteranno fino alla morte. Quella degli altri, ovviamente".

Qualche esempio? "Il sistema fiscale, ma sarebbe troppo lungo parlarne oggi. E' un argomento per la prossima volta".

Per chi votano queste persone? "Votano trasversalmente, in quanto nessun gruppo politico può prescindere da loro. Se vuole le faccio dei casi particolari: la gran parte dei settori dell'apparato finanziario e giudiziario (dirigenti, impiegati, ecc.) votano per il centrosinistra. Altri settori anche contigui come la polizia, la guardia di finanza ed i carabinieri guardano a destra. E questo "sistema italiano" a cosa porta? Continuo nell'esempio: complessivamente abbiamo più forze dell'ordine della Germania. Eppure lamentiamo continuamente la mancanza d'agenti: in Riviera d'estate; nei quartieri a rischio nelle grandi città; di notte… Tuttavia, grandi aliquote di queste forze sono impiegate, con gran dispendio, ogni mercoledì e domenica negli stadi a servizio dei presidenti delle squadre di calcio che, guarda caso, sono normalmente a capo di aziende monopoliste. L'attuale presidente del Consiglio è il caso più evidente, ma non è certo l'unico. Basti pensare a quante società di calcio fanno capo a monopolisti nel settore petrolifero. E' un buon esempio dell'uso mostruoso di grandi risorse pubbliche per fini puramente privati. Questo avviene sotto gli occhi di tutti, e nessuno ne parla. Quel che voglio dire è che non siamo di fronte ad uno scontro fra forze politiche ma fra ceti e relativi apparati che li rappresentano".

Considerazioni interessanti. La prossima volta trattiamo argomenti più locali? "Volentieri".

Nell'immagine: il principe di Metternich

Antonio Cannini 

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