Rimini costume/ Una città di stracci? (ma va là, una volta tanto dedichiamoci a un argomento leggero...)

Discarica_rifiutiE’ l’impressione che potrebbe farsi il visitatore di Rimini centro in queste ultime settimane. In contemporanea alla chiusura di alcuni dei superstiti negozi “di livello”, si è verificata l’apertura di negozietti di “vintage” in numero ragguardevole.

Purtroppo del “vintage” sembrano avere, spesso, solo il nome. Nella gran parte dei casi sembrano il magazzino in cui hanno trovato posto le enormi quantità di roba vecchia che giaceva in cantine e soffitte domestiche. Questo perché, per un paio di decenni almeno, i riminesi avevano comprato “roba” che ora, spinti dalla crisi, rivendono o in qualche modo riciclano in questi negozietti pieni delle cose più strane.

In alcuni casi il risultato non è malvagio, ma secondo noi, nel complesso, l’insieme è abbastanza deprimente. Comunque è, se non altro, in linea con i tempi grami in cui viviamo. In conclusione, non potendosi più permettere capi nuovi di qualità, a Rimini saranno rimasti sì e no una decina di negozi di livello, i nostri concittadini, in alternativa alle “catene” e alle “cineserie”, (che sono in pratica la stessa cosa solo che le “catene” ci mettono una “firma” e moltiplicano per venti o trenta il prezzo) si dedicano all’usato.

Usato che, di per sé, non costa neanche pochissimo, ma almeno può dare l’illusione di un benessere passato, ahimè, senza rimedio. Senza contare poi che, con questo sistema, le nostre donne trovano uno sfogo a quello che è un po’ la loro malattia: lo “shopping”.(Nella foto: se le cose continueranno così, fra un po', i "nostri" dovranno ricorrere per vestirsi alle discariche. Altrochè vintage!).

A.C.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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