Economia/ La Tempesta perfetta... la ricordate?

crashQualcuno ricorderà il nostro articolo del 21 aprile scorso, intitolato “Allarme debito la Deustche Bank avverte: il peggio deve ancora venire”.

Bene, tra ieri e oggi comincia a filtrare quella che già si delinea come la “Tempesta perfetta” - cioè irrisolvibile e tendenzialmente infinita -  del sistema finanziario globale. E un' analisi per specialisti che, però, con un po' di buona volontà si può anche  “tradurre” per tutti.

Infatti, secondo Standard & Poor’s, che proprio ieri ha fatto uscire uno dei suoi famosi “rapporti”, nei prossimi cinque anni ci potrebbe essere appunto una potenziale “Tempesta perfetta” sui mercati finanziari, risultato di una combinazione di ingente bisogno di capitali delle società, deleveraging delle banche e difficoltà economiche di Stati Uniti e Eurozona.

E’ esattamente quello che diceva Deutsche Bank un mesetto fa e che noi riportavamo il 21 aprile. Riassumiamo un po':

1) L'allarme : servono 46 trilioni di dollari (però in 5 anni...)Il documento di S. & P. stima che le società non finanziarie di Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Eurozona e Giappone avranno bisogno di 30mila miliardi di dollari di nuovo debito per rifinanziare i bond in scadenza e i prestiti erogati nel periodo pre crisi (le società europee contano per il 30%), più altri 13-16mila miliardi di nuovi capitali che si stima siano necessari per finanziare la crescita (peraltro minima). Nel complesso quindi 46 trilioni di dollari (ovvero 35mila miliardi di euro).

2) E’ ovvio che in questo quadro la crescita sia a rischio (e da quando non lo è?) Secondo Standard&Poor's le banche e i mercati dei capitali dovrebbero essere in grado di rifinanziare il debito in scadenza, ma il razionamento del credito potrebbe limitare i nuovi finanziamenti per supportare la crescita. Quanto governi e banche centrali, questi hanno meno opportunità di prevenire i problemi derivanti da future carenze di liquidità e di offerta di credito nel mercato dei capitali.

3) Il muro del debito (finalmente una parola giusta: “muro”) L'analista di S&P Jayan Dhru parla di un “muro del debito che potrebbe aggravare la ridistribuzione del credito nel momento in cui le banche cercano di ristrutturare i loro bilanci, e gli investitori rivedono le proprie soglie di rischio e rendimento”. Ovviamente il tutto al ribasso con effetti nefasti per l'economia.

4) Un fragile equilibrio (che sta per spezzarsi...) Secondo l'ipotesi definita nel rapporto le banche globali e i mercati dei capitali di debito saranno in gran parte in grado di continuare a fornire la maggior parte della liquiditá che serve alla maggior parte delle aziende per gestire le attivitá di rifinanziamento future. Ma si tratta, aggiunge l'agenzia, di un “equilibrio molto fragile”, tanto più che “i governi e le banche centrali dispongono di una minore flessibilitá fiscale e monetaria” per arginare i problemi provocati da future crisi di liquiditá sui mercati. E’ un modo elegante di dire: “Siamo alla fine”.

5) Governi con le armi spuntate (ma guarda che strano...!) Quello che preoccupa è che i governi non sembrano più in grado di intervenire per far fronte a un'eventuale “Tempesta perfetta” sul credito, avendo già utilizzato al massimo e oltre misura il proprio arsenale di armi fiscali. Inoltre “alcuni paesi devono implementare misure di austerità a vari livelli per far fronte a propri problemi di debito sovrano e di deficit fiscale”. Che i governi abbiano usato “oltre misura” l’arma fiscale è molto ovvio, specie in certi Paesi come l’Italia.

La Conclusione? Fate voi... (Nella foto: l'effetto della "Tempesta perfetta", col suo muro del debito, sull' Eurozona)

E.B.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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