Cronache dalla fine del mondo/ Chissà perché ci penso ancora...ovvero la storia di un panino

Mario_montiUno dei nostri articolisti, E.B. ci ha mandato un pezzo un po' diverso dal solito. Forse per questo lo abbiamo particolarmente apprezzato e lo affidiamo al giudizio dei lettori.

L’altra mattina mi trovavo a prendere un caffè in un locale, per me un po’ inusuale. Diciamo che si trova immediatamente fuori dalla “Nuova Circonvallazione” in una delle strade statali che portano da Rimini verso l’interno. Non aggiungo molti altri particolari se no sarebbe anche troppo facile identificarlo... E’ comunque un bel locale: forno, pasticceria,prodotti alimentari, “piatti pronti” e bar. E’ gestito dalla “famiglia”.

Una delle tante dei nostri posti: intelligente, cortese, sa sicuramente fare i suoi affari e, a occhio e croce, ha investito molto, forse tutto quello che aveva nell’attività. Per quel che ricordo, passando di lì, avrà aperto da 5/6 anni.

Bene, stavo quasi uscendo quando è entrato un ragazzo messo non troppo bene in arnese. Ma neanche tanto. Un giovane “clochard” semi ben vestito e comunque non sporco. Ha mostrato alla padrona una manciata di monetine, quasi tutte “scure” con qualche 10 e 20 centesimi luccicanti nel mezzo, e ha chiesto: “signora ci scappano con queste un panino e un bicchiere d’acqua?”.

Tempi di crisi, di sicuro. Due o tre anni fa non sarebbe mai successo... Comunque la signora l’ha guardato e ha risposto asciutta: “...beh ci scappano anche senza quelli...”, “...non c’è bisogno...”. E senza tante storie gli ha preparato un panino con tre/quattro fette di prosciutto cotto e versato, chissà perché, una coca.

Sono uscito pensieroso. Anche e soprattutto per un pessimista come me è stato un episodietto su cui riflettere. Tant’è vero che ci penso ancora. Provo a mettere ordine: il negozio è bello, ma i tempi sicuramente saranno duri anche per loro , almeno penso. Tutte le strade portano al’Iper... Il giovane clochard, nella vulgata comune avrebbe dovuto sentirsi dire: “ma va a lavorare!”. Sì, ma dove? Il negozio a differenza dei suoi concorrenti “Iper” è fortemente sospettato di “evasione”.

Lo dicono tutti. Almeno come categoria, se non individualmente, appartiene alla categoria dei nemici del genere umano (o “parassiti” come li chiama Vitali, con tanto di manifesto). Eppure per vedere un gesto “umano” sono dovuto capitare proprio lì. Certo, all’Iper la commessa ci avrebbe anche pensato, ma avrebbe rischiato il licenziamento se avesse fatto una cosa simile.

Comunque tanti altri pensieri mi sono frullati nella testa uscendo. Alcuni mi parevano aprissero qualche spiraglio. Altri, invece, proprio per l’esemplarità del gesto, che lo chiudessero. Si chiudono i battenti di un tempo che non può esistere più. Strani pensieri, in strani momenti, in uno strano luogo di quello che noi chiamiamo: “cronache dalla fine del mondo”. (Lui non avrebbe avuto dubbi! Avrebbe fatto la  multa alla signora per mancata emissione dello scontrino fiscale sul panino e sulla coca regalati! Dura lex sed lex)

E.B.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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