Politica/ Lodi a Napolitano, abbasso i demagoghi

Non scherzo affatto quando definisco Napolitano un grande presidente che trova il coraggio morale di intervenire puntualmente sui gravi fatti del nostro Paese. Lo ha fatto anche alcuni giorni orsono mettendo in guardia i cittadini italiani nei confronti dei demagoghi. In parecchi, infatti, avvertono il pericolo che l'ondata di discredito che sta crescendo nei confronti dei partiti, possa portare a scelte anche peggiori del male che si vorrebbe correggere. Credo proprio che il pericolo esista anche perchè è ormai troppo tempo che si critica con pochissime proposte e che i volti che vanamente promettono sono sempre gli stessi. Ma anche perchè il benessere passato sta svanendo suscitando vecchie e nuove paure. E forse anche perchè la nostra informazione vive più di assuefazione e conformismo contrapposti a sempre nuove forme di ribellismo, più che di solido attaccamento alla ricerca del reale.

Credo sia fin troppo evidente che il cattivo funzionamento della politica ed i ragionamenti in merito debbano condurre alla ricerca ed agli esperimenti di correzione della stessa e non alla sua soppressione. I partiti vanno ristrutturati e sperabilmente in profondità ma in uno spirito di ricostruzione nazionale. Tra i tanti guai, ci si presenta, oggi, ancora una volta l'occasione di farla questa ricostruzione. Ma bisogna che non venga sciupata inseguedo improbabili fantasie. Diamo quindi retta a quanto ci dice il presidente e fortifichiamoci nel perseguire i cambiamenti indifferibili, unendoci su quanto ci è comune al di là dei particolarismi.

Più che lavorare per la caccia a colpevoli veri o presunti, è tempo che impieghiamo le nostre energie nella ricerca di soluzioni e nel mettere insieme la spinta sufficiente per farle diventare regole di governo. Ed in tale costruzione ogni cittadino può portare il suo piccolo o grande mattone, preoccupandosi che il cantiere non diventi mai disunito come la biblica babele. Concludo ricordando che quanti non sono stati sorpresi dallo scoppio della crisi economica, debbono constatarne ogni giorno di più la durezza e la vastità.

Ciò però non deve mai farci dimenticare che un forte spirito di unione nazionale è la migliore premessa per superare questa crisi. Mi spingo a dire che ove fossimo capaci di muoverci uniti nella ricerca di soluzioni potremmo mettere subito in soffitta le nostre paure. E non confondo l'unione con il pensare tutti allo stesso modo. Tutt'altro, ma non vi comprendo i demagoghi. Perchè questi dividono sempre oltre misura e spingono contro questo o quello invece di ricercare soluzioni reali, coi piedi per terra e per tutti i cittadini.

Steve

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