Imposta Imu/ Ma questi sono dei pazzi perversi!

ImuQuesto interessante ed esplicativo articolo di Fabio Lisi, non è il primo che dedichiamo all'Imu, la nuova imposta sugli immobili creata dal governo Monti. Finora, eravamo stati piuttosto critici nelle nostre analisi, paragonando le volontà del legislatore a quelle del marchese De Sade, notoriamente "sadico" nel rapportarsi agli altri e per questo considerato poco a posto di cervello. E, in effetti, anche noi di Riminipolitica consideravamo Monti & Co. poco a posto di cervello nel creare una imposta tanto vessatoria e complessa. Ci siamo dovuti ricredere: questi non sono "sadici poco a posto di cervello", questi sono Jack Lo Squartatore! Perchè? Leggete l'esaustivo articolo del nostro Lisi e converrete con noi. O, perlomeno, vi farete un'idea.

L’approvazione, nella giornata di martedì 24, delle modifiche alla nuova imposta Imu ha probabilmente messo la parola fine ai criteri che si andranno ad applicare per il suo pagamento e, se dovessimo fare una prima considerazione sul risultato ottenuto, dovremmo sostenere che il legislatore è stato colto da una perversione sconvolgente. Il livello di complessità raggiunto dalla nuova imposta è talmente elevato che la possibilità di commettere errori da parte del contribuente è oggi una certezza. Ci si chiede ora “perché si è arrivati a tanto?”.

Difficile rispondere a questa domanda essendo molteplici le cause ma, volendo comunque individuarne i motivi, possiamo sostenere che: il cortocircuito creatosi tra potere centrale e potere locale e l’atteggiamento avverso di molti amministratori (che volutamente hanno messo in negativo la normativa piuttosto che approfondire ed applicare gli aspetti positivi della legge), ne sono le ragioni principali.

La situazione che ora si è venuta a creare non fa certamente dormire sonni tranquilli agli amministratori (compresi quelli del nostro circondario), i quali si verranno a trovare ad incassare una quota della nuova imposta (la parte più significativa la incassa lo Stato), molto verosimilmente inferiore a quanto le casse comunali erano abituate ad incassare con la vecchia Ici e ciò nonostante il salasso a cui è stato sottoposto il contribuente.

A ciò si aggiunge la complicazione nella quale si verrà a trovare il povero contribuente (ed anche il professionista ed il Caf) nella determinazione di quanto dovrà pagare viste le aliquote base e le aliquote comunali, gli immobili agevolati dal Comune ma non riconosciuti dalla quota di riserva dello Stato, la diversificazione delle rate e le quote percentuali per le differenti tipologie di immobili ed il moltiplicarsi dei codici tributo necessari al pagamento dell’Imu. Non commettere errori in tutto questo caos ha veramente del miracoloso.

Per dare un’idea della complessità del pagamento, oltre all’enormità della nuova imposta, abbiamo preso in esame un caso concreto di un contribuente con immobili in Rimini, Viserba monte, proprietario di un fabbricato composto da due alloggi (una è abitazione principale) ed un garage, una abitazione rurale non censita, due unità immobiliari censite come immobili strumentali rurali ed un terreno agricolo. Ai fini Ici, fino allo scorso anno (considerando l’esenzione per abitazione principale ed il fatto che alcune tipologie con l’Ici erano esentate) potrebbe avere pagato circa € 350,00/ € 500,00 mentre oggi con la nuova Imu arriverà a pagare circa € 3.500,00 con le aliquote standard (significa che ad aliquote del Comune l’imposta da pagare sarà ancora maggiore).

Ora, dopo avere quantificato l’imposta, siamo arrivati al bello e cioè al momento in cui si deve determinare quanto deve essere pagato per i vari acconti e saldo. Oggi si dovrà tenere conto che: l’abitazione principale può essere versata in tre rate di cui la prima a giugno per un terzo, la seconda a settembre per un ulteriore terzo (e quindi a settembre stiamo pagando più di un acconto al 50% a giugno) ed infine il saldo dell’ultimo terzo. L’altra abitazione ed il terreno agricolo dovranno invece essere versati quanto all’acconto a Giugno per la quota del 50% ed al saldo a dicembre la differenza calcolata con l’aliquota determinata dal Comune. L’immobile strumentale paga invece l’acconto a Giugno al 30% ed al saldo a dicembre la differenza calcolata con l’aliquota determinata dal Comune. Infine il fabbricato non censito, dopo che sarà accatastato entro il 30 novembre e pagherà interamente a dicembre quanto dovuto per l’intero anno.

Tutti questi importi dell’Imu, cosi pesati in base alla tipologia dell’immobile ed alla quota con la quale si deve versare l’acconto ed il saldo, dovranno essere ulteriormente divisi in base ai codici tributo per differenziare la quota di spettanza del Comune e quella di spettanza dello Stato (i codici tributo per semplificare sono otto).

Il nostro contribuente tipo si troverà quindi a dovere versare a giugno circa € 1.300,00 (corrispondente al 37% dell’intero), a settembre circa € 105,00 (corrispondente al 3% dell’intero) ed a dicembre al saldo, mantenendo l’aliquota di base, almeno € 2.150,00. Il saldo viene quindi ad essere particolarmente oneroso (60% ad aliquota base) ed in caso di aumento ad esempio dell’aliquota per seconde case e terreni agricoli rischia di diventare un salasso esagerato.

La possibilità di errore per conteggi dell’imposta, suddivisione degli importi per acconti e saldo e ripartizione per codice tributo è, a questo punto, assolutamente certa. In conclusione direi che con l’Imu siamo veramente arrivati alla fine. Tuttavia ad una situazione peggiore potrebbero farci arrivare i nostri amministratori se non saranno in grado di valutare attentamente le conseguenze degli aumenti delle aliquote. Non la vedo bene. (nella foto: uno dei ministri finanziari del governo Monti. Scegliete voi quale, tanto è uguale).

Fabio Lisi

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