Economia/ Allarme debito, Deutsche Bank: il peggio deve ancora venire.

dra-ghiCome sempre ignorato dalla stampa italiana in cui l’autocensura è arrivata a livelli inquietanti riportiamo l’ ”allarme debito” lanciato da Deutsche Bank. I lettori vi troveranno, purtroppo, motivi di riflessione interessanti. L’articolo è pubblicato oggi su vari giornali europei. Come detto inutile cercarlo sui “media” italiani. Non c’è.

Il peggio deve ancora venire. E’ l’allarme, - ma più che un allarme sembra un presagio che si autoavvera – lanciato dagli analisti di Deutsche Bank, secondo cui l’effetto delle manovre della Banca Centrale che hanno mantenuto su livelli accettabili i tassi di interesse e il rischio di default sta per finire.

I prezzi dei Credit default swap, equivalenti al costo sborsato per assicurarsi contro l’eventualità di un default del debito, implicano che quattro o più nazioni dell’Eurozona potrebbero subire un crack del credito o nella migliore delle ipotesi vedersi costrette a varare un piano di ristrutturazione dello stesso. E’ facile capire chi sono le quattro: Portogallo, Irlanda, Spagna , Italia.

L’indice Markit iTraxx SovX dell’Europa occidentale, che comprende i contratti su 15 governi del continente, tra cui Spagna e Italia, è balzato del 26% nell’ultimo mese, con la crisi del debito sovrano dell’area euro che si è infiammata nuovamente.

“Se si avvicina anche solo vagamente l’eventualità che questi default si materializzino – avvisa il team di strategist londinesi guidati da Jim Reid e Nick Burns – allora i prossimi cinque anni di default aziendali e finanziari potrebbero essere peggiori degli ultimi cinque, che a quel punto diventerebbero con il senno di poi relativamente calmi”.

“Molto, conclude la nota, dipenderà da quanto denaro stampato da Draghi potrà essere tollerato, obiettivamente siamo al limite”.

Secondo D.B. i tassi di probabilità di un default sono rimasti in linea con gli standard storici tra il 2007 e il 2001, grazie all’ “intervento senza precedenti” delle autorità di politica monetaria in Europa e in Usa.

Ora i mercati del credito hanno bruciato (come al solito...diremmo noi) i guadagni accumulati dopo le misure straordinarie della Bce, contestualmente operazioni di rifinanziamento per mille miliardi di euro, e dopo il cosiddetto “Operation Twist” della Fed, manovra di allentamento monetario che ha spinto in rialzo i prezzi dei bond governativi e l’inflazione.

La ripresa non riesceperchè la spesa pubblica ha impedito ai paesi di crescere, secondo gli analisti. Ora che l’effetto delle droghe iniettate nel sistema da Fed e Bce sta svanendo, servirebbe un po’ di sana rivalsa dell’economia reale. Ma è una pia illusione. In pratica si stanno creando le premesse per la tanto attesa e temuta "Tempesta perfetta". (Nella foto: il presidente della Bce Draghi. Il rapporto della Deutsche Bank sembra essere un attacco senza precedenti contro di lui)

A.C.

 

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