Purtroppo confermiamo: non passeremo l’estate...

turismo-riminiSeguendo il nostro metodo di non commentare mai “a caldo” gli avvenimenti locali, pubblichiamo una riflessione su un articolo relativo ai “prezzi stracciati” del nostro turismo.

l’articolo è comparso il 4 aprile sul “Nuovo Quotidiano di Rimini”. Se avessimo avuto bisogno di una conferma alla nostra tesi espressa nell’articolo del 20 marzo per cui Rimini “non avrebbe passata l’estate” l’abbiamo avuta leggendo il 4 aprile quanto detto a proposito dei prezzi “stracciati” applicati qui da noi.

Prezzi, sempre per i “sapienti” convenuti al capezzale del malato , cioè il nostro turismo, incompatibili con una realtà quale quella riminese. Tutti gli interventi, a cominciare dall’onnipresente assessore provinciale Galli, si sono sforzati d recitare la solita litania di luoghi comuni triti e ritriti. “Uno scandalo...” (Galli), “un’ immagine non vera del nostro turismo” (sempre Galli), “un mercato distrutto...(indi  dai prezzi bassi)(M.Lappi) ecc..

E’ chiaro, a chi conosca un minimo qualsiasi aspetto dell’attività economica, che i “prezzi stracciati” non sono una libera scelta degli esercenti di per se’ poco inclini al suicidio. Essi sono solo il frutto della realtà economica contingente. Di quella di oggi e domani. Punto.

Come direbbe Feuerbach “ le idee camminano sulle gambe degli uomini”. Gli uomini oggi -specie se imprenditori o lavoratori autonomi- sono costretti a un’unica scelta: la pura e semplice sopravvivenza. E non è detto che ce la facciano anzi fossimo dei bookmakers dovremmo scommettere -con intima pena- per il no.

Ormai il sistema dei costi fissi -ivi compreso quello fiscale- (perchè tale esso è diventato) fa sì che chiuque debba accettare qualsiasi cliente a qualsiasi prezzo per raggiungere  anzi cercare di raggiungere la sopravvivenza. O almeno provare a farcela.

Questo, ripetiamo, vale per tutti:per le strutture alberghiere e le altre attività. Praticamente per tutti i settori del lavoro autonomo. Il meccanismo è in sè ineluttabile: al calo dei prezzi fa seguito la perdita di qualità del servizio e poi dell’utenza e così sempre di più in una spirale perversa.

Alla fine si è innescata una corsa al ribasso che purtroppo non ha in sè rimedi, proprio perchè la posta finale è la sopravvivenza e non le fanfare che suonano nella testa di chi (ci riferiamo agli amministratori pubblici e non agli operatori che ne sono, pur con qualche colpa, le vittime) non ha mai lavorato con soldi propri, ma solo con quelli pubblici, spendendo e spandendo a destra e a manca.

Purtroppo quasi sempre male come dimostrano l’ultima vicenda del Trc e quelle precedenti. Diciamolo pure: il sistema per un po’ reggerà ancora perchè, per lo meno nel settore ricettivo, le strutture sono “vecchie” e già ammortizzate. E’ ovvio però che non possono sopportare i costi o i necessari “revamping” per mantenere, almeno, un poco di competitività.

Quando quest’ultima elementare verità si manifesterà, vorrà dire che il “fato” si sarà compiuto. E a poco, anzi nulla, varranno convegni, vaticinii “gridi di dolore” e annessi convegni di sedicenti esperti. come questi, fatti di recente capitano, come sempre, a babbo morto. (Nella foto: l’immagine del turismo a Rimini dopo il ripetuto intervento degli “esperti")

AZ

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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