Ricomincia a ruotare sulle nostre teste il randello dello spread.

spread-graficoNegli ultimi giorni ha ricominciato a salire in modo rapido il terribile indice dello spread fra titoli di stato italiani e titoli tedeschi. In questi minuti abbiamo superato i 350 punti.

Praticamente siamo a livelli di “era Berlusconi”. I soliti sapienti danno un’interpretazione a modo loro ottimistica: è solo un avvertimento un po’ rude e come direbbe superMario, rozzo, per costringere gli italiani ad approvare hic et nunc la nuova legge sui licenziamenti.

Quindi bastonate a fin di bene. Pochi, evidentemente meno sapienti ma secondo noi più realisti, temono che si tratti della solita manovra dei mitici mercati, i quali, prima incassano la mega manovra economica, poi di fronte alla recessione che ne consegue, cominciano a dubitare della solvibilità del debitore, cioè dell’Italia, randellandolo a tutto spiano ma senza nessuna finalità buona se non quella di costringerlo a un’altra o più manovre, per incassare, nel caso peggiore, un altro po’ di spicci da un “cliente” di cui si dà per scontato il fallimento.

In questo caso, nulla è fatto a fin di bene, ma si tratta della solita tattica da usurai applicata su scala planetaria. Come già detto, chi scrive propende per questa seconda ipotesi. Non c’è nemmeno bisogno di dire invece che il nostro amico “Steve” la pensa esattamente all’opposto. Un tempo si sarebbe detto: “ai posteri l’ardua sentenza”. Nell’era odierna, dei computer, basterà aspettare qualche settimana.(Nella foto: mentre le borse vanno giù, lo spread va su)

W

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net