Economia/ Ancora cronache della fine del mondo

utonto_2Che sull’Italia stia per abbattersi una catastrofe di proporzioni bibliche lo si capisce facilmente dai ragionamenti, se vogliamo chiamarli così, che i nostri responsabili governativi mettono a fondamento delle proprie ormai politiche omicidiarie.

L’ultimo esempio l’abbiamo avuto stamattina quando “il capo supremo”, il professor Monti, ha detto, pari pari, che gli enormi aumenti delle tasse e delle tariffe possono “essere rozzi” ma sono equi e: “...è meglio che finire come la Grecia”. Poveri noi! Costui non si è accorto che una buona parte dell’Italia, quella che lavora e produce, è già finita come la Grecia.

La grossa differenza tra noi e il paese ellenico è che da noi, fino adesso, si è salvata “la zona franca” del pubblico impiego. Questo per mantenere ai partiti che lo sostengono almeno una base elettorale. Visto che di sicuro nel lavoro privato e in quello autonomo (quest’ultimo per quel poco che ne è rimasto) di voti ne troveranno pochi.

E poi, rispetto allo scandalo sottolineato nell’articolo precedente del “fotovoltaico/conto energia”, e cioè di un sistema tariffario che ruba a decine di milioni di utenti per arricchire qualche migliaio di “signori dei pannelli”, che cazzo c’entra l’equità degli aumenti tariffari?

Quindi, come dicevamo prima, il livello dei ragionamenti sancisce definitivamente l’imminenza del disastro. A esso, pazienti e inconsapevoli come sempre, gli italiani si abbandoneranno fiduciosamente guardando la TV.(Nella foto: l'ormai mitico tipico utente italiano, dopo aver ascoltato il motivo per cui è giusto bastonarlo)

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