Qualche riflessione sul futuro dei cosiddetti "figli". Colore prevalente Grigio. Parte seconda

 

Il futuro come potrebbe (o dovrebbe) essere e le sue incognite.

Per tutte queste ragioni, questa generazione potrebbe anche mobilitarsi per il gigantesco processo di cambiamento per il quale dovrà passare l’Italia. Il paese deve smettere di essere una società chiusa e vincolata da interessi e corporazioni; deve aprirsi ai suoi giovani, a quelli con più ambizioni, più immaginazione, più determinazione. Questi sono i rappresentanti di una generazione “qualunque” che aspira solo a essere “qualcosa”, perchè la stupidaggine più grande è proprio quella di non cambiare.


Resta l'incognita culturale poichè per cambiare occorre capire. Infatti una reazione presuppone sempre una consapevolezza del momento, cioè della causa e degli effetti, in una parola presuppone una "cultura". Tutte le generazioni che ci hanno preceduto si sono "ricostruite" - spesso dopo immani periodi di crisi - sulle basi di presupposti culturali precisi ricevuti da un sistema di trasmissione semplice e ancestrale ma efficace, e, a modo suo, "giusto".

 

Oggi almeno apparentemente non è più così. Esiste una "cultura unica" mondiale (o almeno "occidentale" con pretese di universalismo) completamente sganciata dal passato che si  giustifica da sola. L'unico precedente simile, ma alquanto meno sofisticato, è rappresentato dal periodo "sovietico". L'attuale "monocultura" sembra però molto più coriacea e difficile da combattere. Sembra essere riuscita a tagliare le radici su cui si basava il mondo a beneficio di pochi che controllano, oggi più di un tempo, oltre alla ricchezza materiale anche la produzione culturale.

 

Lo chiamano "soft power" ma è anch'esso, alla bisogna, come tutti i poteri, molto arcigno e astuto e comunque spietato. Dà l'impressione di tollerare il dissenso, ma scherza poco se intuisce che qualche cosa lo minaccia per davvero. Tollera i blog ma non il pensiero ben strutturato che comunque, ben che vada, viene opportunamente "omogeneizzato" in un "politicamente corretto" da far rivoltare le budella (ad esempio con la recente richiesta di bandire Dante dalle scuole perchè "antisemita" e anche un pochino, "islamofobo", tanto per non far torto a nessuno...).

 

Bene, su queste premesse, solo se sapranno vincere questo "handìcap", i giovani potranno avere una rivincita sul futuro preparato loro prima da saltimbanchi carismatici (?) poi da professori maldestri e anche un po' strafottenti. E comunque insopportabili. In ogni caso consigliamo ai giovani di coltivare la memoria. Quando vi diranno che: "per voi non ci sono soldi" ricordatevi quanto denaro le banche hanno dato, fino a pochissimo tempo fa, agli "amici degli amici"(che ovviamente si sono ben guardati dal restituirlo). Quando vi diranno che ci "vogliono lacrime e sangue" ricordatevi di quanto (poco o nulla) ne hanno versato quelli che ve lo chiedono. E così via...

 

E.B.


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