Economia/ Ai piccoli economisti nostrani, che raddoppiano le tariffe dei parcheggi, rispondono quelli mondiali.

otelma-2Mentre a Rimini i “geni” locali cercano di trovare con le tariffe dei parcheggi la soluzione per “tappare i buchi” (leggi: poter continuare a pagare i debiti sterminati delle “opere faraoniche” lasciati nell’ultimo ventennio) ci si mettono anche gli economisti “in grande”. Quelli della grande Organizzazione Internazionale che fino al 2007 ci hanno portato alla rovina e oggi, senza tanti problemi, prescrivono la cura alla malattia che hanno essi stessi scatenato.

Oggi, puntuale come le tasse (o la peste nel Medioevo) arriva l’Ocse che dice secca secca: “...L’Italia deve ridurre la protezione del lavoro”. Al titolo segue un articolo incomprensibile del quale l’unica cosa intelleggibile è che “entro 10 anni occorre recuperare il 30/40% di “competitività”.

Bene, l’altro ieri una cosa simile, riferita a tutta l’Europa, però (Germania a parte) veniva detta dal Fondo Monetario Internazionale. Anche lì quel fastidioso richiamo al 30/40%. Dieci giorni fa era la BCE e Forbes che invitavano i paesi del sud Europa a “recuperare competitività.” E anche lì la percentuale sempre quella: 30%. Detta così sembrerebbe niente. Il problema arriva quando uno si chiede “ma come?”

Qui le organizzazioni opportunamente tacciono, ma ci pensano gli economisti “di supporto” a chiarire: “semplice watson!” Riducendo i salari. Ecco la misura che si nasconde dietro le frasone fumose. I salari dell’area euro dovrebbero in termini reali, calare nel prossimo biennio del 30%/40%.

Semplice! In Grecia è gia stato fatto portando il salario base a circa 450 € al mese e così, volenti o nolenti tutti gli altri dovrebbero imitare. Fissato il principio si possono fare già i conti. In Italia, nel settore privato (quello pubblico è ancora una inattaccabile “zona franca”). I Salari dovrebbero scendere dai 1400/1300€ attuali a 800/1000€. In Spagna a circa 700€ in Portogallo un po’ più della Grecia e via andare.

Grecia e Germania sono le estremità di questo elastico. Da miserabili. E’ ovvio che sulla stampa italiana troverete solo le formule generiche di cui parlavamo prima e niente altro. Troppo rischioso andare sul dettaglio dei numeri. Ma basta sapere un po’ di inglese o francese ( o meglio di tutto tedesco) per capirlo benissimo.

Il 23 marzo l’autorevole “Frankfurter Rundschau" l’ha scritto apertamente nel suo articolo “La crisi sorride agli imprenditori”. Sul giornale tedesco l’economista francese Patrick Artus della banca Natixis afferma senza tanti problemi che “la produttività può essere migliorata solo riducendo proporzionalmente il costo dei salari”.Punto. “...Almeno sul breve medio periodo...”. Solo che Artus lo dice espressamente mentre da noi Monti e i suoi famili lo devono dire con formule complesse e incomprensibili minacciando addirittura di andarsene se “il paese non lo capisse e non fosse pronto...”.

Ma la sostanza resta quella: ridurre le paghe di un 30%. Così garantisce Patrick Artus sul “Frankfurter”: nel 2020-2025 l’Europa tornerà ad essere un “Paradiso di competitività”. Ovviamente per quelli che ci saranno... Resta un mistero: poichè come è stato detto, ripetuto e garantito da Ministri, sindacalisti ecc. ecc. il pubblico impiego dovrebbe restar fuori da questa “riforma” – come la chiama Monti – il mistero dicevamo è come un compito così impegnativo possa essere addossato solo al lavoro privato che dovrebbe sopportare una concorrenza interna da far paura e sopravvivere con un pugno di fave e uno scappellotto d’incoraggiamento.

Con in più un’intera generazione presumibilmente licenziata a 50 anni e lontana anni luce dalla pensione (70) peraltro miserrima...(Nella foto: finalmente svelata l'identità dello stratega dell' economia italiana: il mago Otelma. I risultati lo dimostrano ampiamente)

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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