Economia/ La triste fine del criceto europeo

uomo-nella-ruotaCome in un vecchio romanzo di fantascienza l'istituzione e poi la crisi dell'euro potrebbe essere l'esperimento di un'intelligenza superiore. Speriamo che anche l'Europa, a fine esperimento, non venga spianata per far posto a un'autostrada.

Nella sua Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams rappresenta la terra come una sorta di supercomputer concepito da un'intelligenza superiore per chiarire gli eterni problemi dell'universo. Allo scopo di determinare le capacità e il grado di evoluzione dell'umanità espressa dal supercomputer questa intelligenza superiore extraterrestre la sottomette continuamente a dure prove nel quadro di complessi protocolli sperimentali.

Se l'ipotesi di Adams fosse giusta, cioè che questa è la vera ragion d'essere dell'esistenza dell'uomo, prima la creazione dell'Unione Europea poi la gestione della crisi dell'euro ci rimanda probabilmente molto indietro nella classifica interplanetaria in materia di intelligenza. Da diversi mesi ormai la zona euro  continua a passare per le stesse fasi di questo programma sperimentale, ogni volta più rapidamente e sempre più in preda al panico.

Si tratta più o meno di 5 o 6 fasi. Fase 1: i paesi della zona Euro constatano che le misure prese finora non sono sufficienti, al contrario che le esigenze di tesoreria sono molto più alte del previsto, che la situazione è ancora più critica di quello che si vuole ammettere.

Tutto ciò ci porta alla... fase2: viene organizzato un vertice che deve necessariamente portare a una soluzione o quanto meno a dei progressi decisivi verso l'uscita dalla crisi. Ci viene ricordato che la situazione è gravissima, che non abbiamo diritto a una seconda possibilità, che dobbiamo rompere i nostri tabù mentali. Per mettersi in mostra e compiacere i "media" si cerca di essere il più franchi possibile. I media "aiutano" l'outing predicando "lacrime e sangue".

E si può passare così alla fase 3: vengono adottate delle misure di austerità, tagli molto duri, programmi drastici che dovrebbero darci il controllo del debito e fornire delle garanzie per il suo rimborso. Una transizione del tutto naturale verso il futuro che sarà immancabilmente roseo. E' vero: i politici sono molto rattristati di dover applicare il rigore, ma, ci comunicano seri e composti che da parte della "gente",  si apprezza comunque la volontà di adottare delle misure impopolari. Ormai non vivremo più al disopra dei nostri mezzi. Le borse ricominciano (dopo essere state corroborate dal denaro dei cittadini tassati "Per il loro bene e per quello dei figli") a respirare, gli stati indebitati si sentono umiliati, incatenati, ma finiscono per accettare quello che tutti considerano una grande vittoria e un progresso decisivo. Ma molto presto, purtroppo, passeremo alla fase 4.

Fase 4: Gli economisti fanno osservare che i tagli e le altre misure di rigore peggioreranno considerevolmente la congiuntura, ma non c'è nemmeno bisogno degli economisti. I Fatti parlano da soli. Le economie della zona euro accusano troppo duramente il colpo e rischiano di crollare. La prospettiva di una recessione li mette in crisi e così arriviamo alla inaspettata fase 5.

Fase5: contro ogni aspettativa infatti le agenzie di rating condividono questo punto di vista. Nonostante le drastiche misure di austerità, non sono soddisfatte dalla piega presa dagli eventi. E per questo motivo non vedono altra soluzione che rivedere di nuovo al ribasso le loro previsioni e i loro rating per molti stati e banche della zona euro. Questo ci porta alla fase 6.

Fase 6: l'abbassamento del rating provoca un ovviamente un ulteriore aumento dei costi e dei sacrifici necessari per ottenere nuovi crediti e l'adozione di nuove misure draconiane di austerity. La fiducia viene meno nella zona euro, in particolare nei paesi indebitati del Sud Europa. Molte banche sono sottoposte a grandi difficoltà. A poco a poco ci rendiamo conto che le misure adottate fin ora non bastano, al contrario che le esigenze di tesoreria sono molto più elevate del previsto, che la situazione e molto più critica di quello che si vuole ammettere.

Bisogna dire al popolo che la fase dei sacrifici non è passata anzi sta appena iniziando. Ma stavolta sarà l'ultima... in questo modo ci ritroviamo alla fase 1 e passiamo direttamente alla fase 2, la necessità di convocare un nuovo vertice. Difficile dire se l'intelligenza superiore che immaginato per noi questa serie di prove abbia provato divertimento o tristezza di fronte al nostro modo di reagire.

Fossimo noi prevarrebbe il disgusto verso i protagonisti politici, gli economisti e i gionalisti, ma al genio extraterrestre questo non interessa di sicuro. Probabilmente sta osservando con indifferenza come l'umanità e più in particolare la "zona euro", usa sempre gli stessi mezzi per cercare di sfuggire al proprio destino, come un criceto nella sua ruota. E come un criceto, non fa che accelerare il corso degli eventi e aggravare il suo problema attaccandosi con tenacia alle sue abitudini. Come il criceto fa girare sempre più velocemente la ruota fino a morirci.

Pensate: criceti guidati sulla ruota da megapluriprofessori vestiti da Valentino e Versace con l'agilità mentale dell'uomo di "Similaun". Probabilmente questa intelligenza superiore si annoia così tanto davanti alla pochezza dei protagonisti e allo squallore del copione così recitato che ha semplicemente deciso di rendere più eccitante l'esperimento accentuando lo stress delle sue principali cavie: al primo (Nicolas Sarkozy) infligge una campagna elettorale particolarmente difficile, alla seconda (Angela Merkel) uno scandalo che ha provocato le dimissioni di un presidente federale inoffensivo, sostituito da un altro dalla personalità molto più complessa e meno incline a subire i diktat della Cancellieressa di ferro.

All'ultimo arrivato (Monti) alle sue proprie gaffes aggiunge quelle di un gruppo di ministri che se la giocano in quanto a qualità e quantità (delle gaffes) con quelli di Berlusconi. Forse, anzi di sicuro, in futuro sentiremo delle proposte più radicali e volontaristiche in favore del salvataggio della zona euro. Forse si chiederà alla Grecia di vendere alla Cina il suo posto nel campionato europeo di calcio. Altri esperti europei potrebbero arrivare addirittura a proporre di barattare l'Italia con la Cina, o, se questa si accontenta, di darle l'Irlanda e il Portogallo in cambio.

Molti erano disposti a dare una mano alla Grecia. a condizione ovviamente che i Greci dessero prova di buona volontà e che si impegnassero per esempio a dare l'intero paese, la sua manodopera, le sue donne, e l'intera economia ai suoi creditori fino alla notte dei tempi. Forse l'Europa creerà la sua agenzia di rating o un'agenzia in grado di classificare le agenzie di rating. Il romanzo di Adams non chiarisce le questioni dell'universo. Al contrario, alla fine, il supercomputer Terra è addirittura distrutto per far posto a un'autostrada iperspaziale. Ma forse nel caso della crisi dell'euro una misura del genere sarebbe un po' eccessiva. Nonostante la scarsa qualità degli attori è troppo bruciare il teatro con dentro poi tutti gli spettatori.Cioè noi, poveri criceti, innocenti salvo che nella scelta delle "menti" che ci guidano.(nella foto: il criceto sulla ruota. E' costretto a girarla fino a morirne. A meno che... diventi un criceto feroce, un criceto sovversivo, spezzi la ruota e la dia in testa ai suoi torturatori).

E.B.

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