Rimini economia/ che sia davvero suonata la campana dell'ultimo giro?

ner_oAlcuni lettori ci hanno scritto chiedendo, in sostanza, perchè siamo così pessimisti sul futuro della città. Alcuni vedono nell’azione del governo Monti “chiari segni” di ripresa che dovrebbero estendersi anche alla nostra città. Affidiamo la risposta al nostro E.B. che insieme al Cancelliere è sempre stato, tra i nostri articolisti, il più convinto dei pessimisti.

Vediamo un po’ cosa ci dice: mi dispiace deludere i lettori. Il loro ottimismo del cuore è più dettato dal fatto che Monti ha (apparentemente) allontanato Berlusconi, odiato “in sè” al di là dei contenuti degli elettori di centro-sinistra, che da ragioni obiettive. Vedo di sintetizzare i motivi che da anni ci inducono al pessimismo.

1) Fin dal primo momento, ormai 5/6 anni fa, la crisi si è rivelata totalmente diversa da ogni precedente esperienza ed ha “spiazzato” tutte le letture tradizionali che si cercava di darle. Lo ha ammesso ieri in un’intervista lo stesso Romano Prodi. Un uomo di “sistema” ma che rispetto ai governanti attuali è, intellettualmente, un gigante.

2) Il problema è che le letture, ancora in auge, vedono nelle idee o ideologie un “motore” della storia. L’esperienza dimostra che ciò è falso. Mai come ora le idee sembrano – anzi sono – inutili e inefficaci. Quel che conta è solo il denaro. Utilizzando le nuove tecnologie esso si sposta con una velocità spaventosa e ammesso e non concesso che i governi vogliano farlo, sfugge a ogni forma di controllo. La prova? Fino a un paio di settimane fa il problema sembravano i cosiddetti “debiti sovrani”, sottoposti ad attacchi speculativi importanti e repentini. E’ bastato che i governi, tutti di espressione bancaria, torchiassero i contribuenti e i “mercati”, incassati le migliaia di miliardi sottratti ai cittadini e piazzatili proprio in titoli di Stato con (ottimi) interessi, hanno iniziato a “gonfiare” le Borse usando appunto come garanzia i titoli (lucrosi) acquistati col denaro della BCE. Quindi dei contribuenti. Questo sta accentuando le tensioni sui prezzi già altissimi per via delle manovre sull’IVA. Basti vedere l’abnorme aumento dei carburanti. La sintesi? Per i cittadini la vita diventa ogni giorno più difficile, ma di fronte alla loro miseria (perchè adesso di questo si tratta...) c’è chi si arricchisce a dismisura, finanziandosi con le loro tasse, cioè i cittadini “pagano la corda con cui li si impicca”.

3) Nessuna forza politica ha nè le idee, ma soprattutto la cultura e la volontà di opporsi . Ma in fondo perchè dovrebbe farlo? Il motivo è facile da spiegarsi: nelle società post-ideologiche il blocco d’interessi finanziario-burocratico è troppo potente per essere contrastato da attori così mediocri. I partiti sono parte di questo blocco e lo difendono. Quando va bene non capiscono nulla, nella maggior parte dei casi sono complici. Si veda la penosa parabola del PD con le annesse “schifezze” targate “Margherita”. Qualcosa, nonostante l’autocensura a cui si sottopongono TV e giornali trapela; poco sicuramente, ma qualcosa sì. Pochissimo però perchè anche il sistema informativo è ormai “allineato” in una maniera che non ha precedenti nella storia europea occidentale. Ecco perchè le critiche a Putin, come ha scritto il nostro Woland, fanno ridere.

4) E veniamo a noi. Per quel che si prospetta nei prossimi mesi a fronte dell’enorme arricchimento del sistema finanziario, si prospetta l’assoluta inutilità del lavoro e delle idee. Purtroppo Rimini, bene o male, ha sempre vissuto, nella sua parte sana, di lavoro e idee. Fino a non molto tempo fa. Ora non più. Quindi per noi il colpo sarà molto più duro che altrove. Non siamo una Roma che vive di stipendi pubblici (praticamente lasciati indenni) o Milano che vive (anche) di finanza. Da noi non vi sono, in misura preponderante, nè gli uni nè l’altra e il lavoro semplicemente non serve. Le conclusioni sono fin troppo facili da tirare.

5) A questa situazione si aggiungono gli errori specifici da noi commessi. Il “noi” comprende, oltre alla classe politica inetta, la massa di cittadini inerte. E’ anni che ne parliamo, ma i nodi vengono al pettine ora. Tutti insieme. Quasi tutti gli investimenti sono stati dedicati alle opere “faraoniche” non solo inutili, ma anzi enormi zavorre che da oggi in poi, anzi, domani più di ieri, dovranno essere pagate con il denaro dei contribuenti. Per sempre. Ma i contribuenti il denaro non ce l’hanno più... Quello che è rimasto serve per sopravvivere non certo per investire. La città vuota e triste è la miglior prova di quanto diciamo al di là delle scemenze “di regime”.

Ci spiace dirlo ma questa città difficilmente “passerà l’estate”. Lo ripetiamo da tempo, Imu e IVA hanno e avranno qui un effetto diverso da quello che hanno e avranno altrove molto più pesante. Mortale. Una città di artigianato, professioni, commercio non può sopravvivere alla fine di un mondo che non sopporta l’ “autonomia” sotto alcuna forma. L’ “autonomia” oggi, sia economica sia culturale, è un reato e una devianza. Già in sè, come semplice idea o parola, ha qualcosa di sovversivo in un mondo che può essere concepito solo per (pochi) privilegiati e (molti, moltissimi) sudditi., che dovranno dare tutto sè stessi, corpo e beni, per il benessere dei primi. D’altra parte, anche alle stesse vittime di questo nuovo sistema, il meccanismo non è ben chiaro: ed è giusto così. L’annientamento culturale di questo decennio ultimo non poteva che avere questa conseguenza. Oggi i sudditi, almeno una parte, applaudono i loro carcerieri quando questi sciorinano le loro squallide performances in tivù. Una volta, almeno, cercavano di scappare.(Nella foto: il colore del futuro)

E.B.

 

P.S.: nel giorno in cui il pur addomesticato sistema statistico italiano rileva il più grande calo della produzione industriale dal 2008, questo articolo, in gestazione da giorni, non poteva arrivare più opportuno.

La Redazione

 

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