Economia/ "Fiscal Compact", la vittoria della Thatcher

margaret-thatcherCome ricordavamo nel nostro articolo del 9 marzo sul “Fiscal Compact”, la settimana scorsa le organizzazioni sindacali di tutta Europa hanno manifestato contro il Trattato Fiscale dell’UE, che raccomanda tagli drastici del piano sociale, accompagnati da riduzioni dei diritti e delle libertà civili. In questo modo l’Europa ha definitivamente seppellito l’ideologia dello stato sociale che era stata sostenuta tanto dai cristiano-sociali che dai socialdemocratici, i due grandi partiti europei dominanti dopo la fine del secondo conflitto mondiale in Europa occidentale.

Attraverso il suo patto di stabilità, l’UE impone ora la concezione thatcheriana dell’economia all’insieme dei suoi paesi membri. Ricordiamo però che il capitalismo autoritario della Thatcher era stato almeno approvato dai cittadini inglesi attraverso un’elezione democratica. Al contrario, l’UE, prende le sue decisioni senza alcuna legittimità popolare o democratica. Le alte istanze dell’UE vogliono prima di tutto salvare l’euro – la moneta simbolo della follia economica e della tracotanza politica che divide l’Europa fra le regioni ricche e quelle condannate alla povertà. Inoltre e infine, dopo anni di strapotere, la Thatcher fu cacciata dagli stessi elettori inglesi.

Questo sarà impossibile perchè le Banche e le burocrazie da loro espresse, non sono sottoposte nè sottoponibili a giudizio elettorale. Ormai sono molti in Europa a chiedersi se le riforme dell’Unione europea e monetaria non mascherino qualche disegno segreto: si parla di un’ideologia europea che favorisce la privatizzazione dell’economia, l’indebolimento del sindacalismo, la commercializzazione della salute e dell’insegnamento. Strano? Non tanto . Meno di quanto si creda.

Gli obiettivi del patto sono la stabilità e il controllo dell’inflazione e, di conseguenza, la stabilizzazione delle burocrazie. L’occupazione e il benessere dei cittadini invece sono relegati in secondo piano per non dire peggio. I governi europei non hanno altra scelta che sottomettersi alla disciplina economica, indipendentemente dalle conseguenze sociali. Alle regole imperative fissate dai mercati finanziari a loro esclusivo profitto. Ormai la Democrazia è a rischio, non c’è dubbio. E le colpe sono evidenti.

In una recente conferenza nel decadente auditorium della London School of Economics, l’autorevole politologo Scharpf metteva in guardia contro il pericolo di un crollo della democrazia nell’Unione: “La legittimità democratica presuppone la possibilità di fare delle avvedute scelte politiche”. Oggi tale possibilità è negata dalla legge e dai Trattati che impongono, ad esempio, il pareggio di bilancio. Di conseguenza la legittimità dei governi democraticamente eletti è in pericolo, soprattutto nei Paesi che sono arrivati alla democrazia di recente. “I candidati non mancano: Ungheria, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia. In questi paesi la rivolta può nascere tanto dal populismo di destra che di sinistra. In questo momento è il populismo di destra a dominare, accompagnato dalla xenofobia. Le politiche anticrisi favoriscono questi atteggiamenti e mascherano l’idea di cittadinanza europea. E al suo posto si sviluppano i pregiudizi: la pigrizia greca contro il rigore tedesco, la corruzione dell’Europa del sud contro l’intransigenza dell’Europa del nord, il pericolo islamico ecc.". In poche parole tutto quello che fa brodo per favorire i ceti dominanti.

I meno giovani ricordano che quando entrava alle riunioni dell’Unione europea, Margaret Thatcher aveva l’abitudine di guardare fisso negli occhi i suoi colleghi europei e dire ad alta voce: “Voglio indietro il nostro denaro!”. A dire il vero nemmeno lei sapeva “quale” denaro, ma in quei cervellacci faceva effetto e questo approccio arrogante ha fatto di lei un mito delle destre europee. Oggi questa ideologia, schizofrenica per certi versi e feroce per altri. è di ritorno. Con la differenza che sono le banche e i Governi di loro diretta espressione a imporre le loro esigenze e le loro ricette ai tanti sudditi, specie del sud Europa.

L’Italia è all’avanguardia in questa follia anche se oggi un paio di persone, ad esempio il “garante della Privacy” Pizzetti, hanno avuto il coraggio di dirlo. Certo non verrà ascoltato. Befera che parla ormai come un capo partito o una star televisiva (il che è più o meno lo stesso), ha detto: “l’80% degli italiani è con noi!” Bene. Ci ricorda qualcosa e qualcuno. (nella foto: Margaret Thatcher. Ha fatto danni inenarrabili quando era al potere. Oggi continua per interposta persona)

 

a. c.

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