Rimini/ Camera di Commercio: il 12 marzo non pioverà...

Come avevamo facilmente previsto qualche giorno fa nell’articolo intitolato: “Tanti tuoni, nessun fulmine” del 29 febbraio, lunedì 12 marzo 2012, alla Camera di Commercio di Rimini, il preannunciato “giudizio di Dio”, imputato il presidente Maggioli, non ci sarà... Dopo una settimana di accuse roventi, patenti di moralità date e tolte (anzi prima tolte e poi ridate...), persino scontri sui giornali tra vecchi amici (emblematico il caso Focchi accusato, pari pari, di “ponziopilateria”), dopo tutto questo dicevamo... Puff! Tutto finito! Lunedì 12, più o meno implicitamente, e comunque “per fatti concludenti” Maggioli verrà “rifiduciato” e “bona lè”.

I “gemelli” della politica (Gnassi-Vitali) e i suoi, per un attimo oppositori interni, cercheranno di far dimenticare la “settimana di fuoco” e, in questo, saranno aiutati dalla scarsissima memoria dei riminesi, peraltro giustamente preoccupati per l’imminente crollo venturo e dell’IMU che li ammazzerà. Quanto al motivo dell’improvvisa pacificazione? Troppo debole il “nocciolo” dell’attacco (lo scudo fiscale) e soprattutto, guardando di fino, troppo “comune”, all’attaccato e agli “attaccanti”, per essere efficace.

Maggioli è un uomo accorto che conosce vita morte e miracoli dei suoi polli anche e soprattutto di quelli improvvisamente rivelatisi ribelli. Ci sarà stato sicuramente un suo (e non solo suo) “sobrio” richiamo all’ordine (condito con qualche ricordo) e i “nuovi guerrieri” sono tornati “uomini di pace” conservando così le loro già più che buone posizioni senza rischiarle per una scalata al vertice, rivelatasi subito per loro, mediocri alpinisti, troppo ardua e pericolosa.

W.

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