Il Cancelliere/ Una nuova bolla esploderà? E’ probabile...

bolla_sapone“La Bundesbank pretende nuove garanzie dalla Bce”: questa la conclusione che la Frankfurter Allgemeine Zeitung trae dalla lettera inviata dal presidente della banca centrale tedesca a Mario Draghi. Jens Weidmann ha “messo in guardia (il presidente della Bce) sui rischi crescenti nel sistema euro, e proposto un ritorno alle regole di sicurezza in vigore prima della crisi finanziaria”.

Questa notizia apparsa su tutta la stampa europea è praticamente stata ignorata in Italia. Ma è di grandissimo significato.  La Suddeutsche Zeitung sottolinea infatti che, scegliendo di concentrarsi sul salvataggio dell’euro e non più soltanto sul controllo dell’inflazione, Mario Draghi diventa di fatto un politico che si assume grandi rischi. Anche se la nuova politica della Bce aiuta innegabilmente la moneta unica facendo calare i tassi d’interesse e stabilizzando le banche dei paesi del sud, un grave pericolo incombe sul piano di salvataggio.

Seguendo l’esempio dell’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, con questa politica Draghi introduce di nuovo grandi quantità di denaro a buon mercato (l’1%) in numerosi settori, il cui valore cresce come per magia, per poi crollare però drasticamente. Ne consegue che milioni di persone in tutto il pianeta perdono il lavoro e le banche devono essere salvate con miliardi di euro provenienti dalle tasche di nuovo dei contribuenti.

I miliardi a buon mercato di Draghi stanno creando una nuova bolla finanziaria. Per capirci meglio si tratta, come al solito, del collaudato meccanismo per cui:

1) le banche si trovano in difficoltà per effetto della prima “bolla”.

2) I contribuenti (l’Italia ne è il massimo esempio) vengono tassati per “salvare” le banche.

3) Queste ricevono soldi gratis e li reinvestono in titoli che aumentano di valore.

4) Si crea la “bolla” (la numero due...) che prima o poi esplode, le banche vanno in apnea e chiedono di nuovo ai contribuenti di rifinanziarle, e così via. Ecco in breve il “meccanismo Greenspan” ora “Draghi”. 

Per concludere è evidente che l’unica soluzione per evitare un nuovo crollo sarebbe che la Bce ritirasse questo denaro dal mercato prima che paralizzi l’economia. Ma non sarà una procedura facile, visto che ormai banche e Stato sono un tutt’uno e i governi sono direttamente di espressione bancaria. (Italia docet...ma anche Grecia, Portogallo ecc.). Morale: ci aspettano tempi cupi. Anzi cupissimi, in quanto i sempre più impotenti "governanti" europei e i sempre più potenti Signori della Finanza stanno attivamente ponendo le premesse di quella "Tempesta perfetta" del credito di cui si parlerà tanto nei prossimi mesi e anni. (Nella foto: dopo la bolla Greenspan, la bolla Draghi)

La Redazione

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net