Rimini/Cronaca di un crack annunciato (cosa vuol dire il governo degli “inadatti”).

hiroshi_maE’ da tempo che non parliamo più della nostra città d’origine. Ormai abbandonata a un governo di “inadatti” ci dispiace persino ricordarla. Oggi specialmente quando le tracce di un tracollo di vaste dimensioni sono così evidenti.

Forse non ci meritavamo altro, ma è spiacevole lo stesso. Nonostante questo, da qualche giorno non possiamo fare a meno di notare, sui giornali “di casa”, il ritorno di assurdi stereotipi che un po’, diciamolo, danno fastidio. Specialmente adesso. Il: “noi siamo diversi”; “Rimini è un altro mondo”, “le cose da noi vanno bene”ecc. ecc. danno la cifra di una superficialità che, sull’orlo del precipizio, non può che farci male.

Gli “inadatti” colpiscono ancora... sempre con i soliti messaggi... Le cose stanno diversamente e, pur essendo spiacevole, ricapitoliamo a futura memoria almeno due o tre cosette che, a breve, ci costringeranno a un brusco e travagliato risveglio dopo il “letargo” di queste ultime settimane seguito alle batoste di fine 2011:  

1) fra poco arriveranno i conti dell’I.M.U. Gli “inadatti” se ne sono accorti da pochi giorni. Ma se ne sono accorti “all’ingrosso”. Mandano avvisi sui giornali “amici” incolpando il destino cinico e baro, o meglio, il Governo. In realtà dovrebbero incolpare se stessi avendo sempre barato sull’ “ ICI prima casa “ e, dovendo ora recuperare senza esserne capaci, cagioneranno un tale scompiglio da far impallidire anche le loro più recenti “prodezze”. Aggiungiamo poi l’imminente “riforma” del catasto che, contrariamente a quello che viene detto pubblicamente, serve proprio per “fare cassa”. In una città come Rimini già alle prese col crollo delle quotazioni immobiliari avrà un effetto devastante andando ad incidere sulla ormai rarefatta liquidità.

2) Stavolta non arriverà (nemmeno con le statistiche “addomesticate”) il “generale estate” a dare una mano. Con una recessione del genere, il turismo “mordi e fuggi”, con i carburanti a 2 euro e mezzo al litro diventerà un miraggio. Purtroppo. Le previsioni sono già nere e per questo sono tenute nascoste. Ma l’estate e il consuntivo sono dietro l’angolo e gli “inadatti”, per quanto possano fare, ci cascheranno in pieno. E noi, sventuratamente, con loro.

3) Su questo tronco già malfermo si innesta il più grosso dei nostri problemi: l’enorme indebitamento della città dovuto alle faraoniche opere di regime. Palas, Fiera, Aeroporto, Trc (anche se non si farà) che già difficilmente sarebbero stati sopportabili in un periodo di “vacche grasse”. Oggi, in piena recessione e con un “default” imminente diventano delle macine da mulino appese al collo dei cittadini riminesi che con esse, purtroppo, affonderanno. Speriamo almeno che capiscano con chi devono prendersela... una volta tanto... almeno stavolta!(Nella foto: Rimini dopo il passaggio dell'IMU e delle nuove rendite catastali)

E.B.

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