Il Cancelliere/ Le regole valgono per tutti? (No...dovrebbero, ovvero il tempo degli dei falsi e bugiardi).

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Nel duemiladodici, gli europei, assisteranno alla fine della moneta unica e alla dissoluzione del sistema similpolitico connesso, l'Unione Europea. Sarà una dissoluzione senza (o con poco) sangue, ma abbastanza simile a quella yugoslava, voluta (curiosa nemesi...) dagli stessi soggetti che, ora, ne sono contemporaneamente attori e vittime.

Fra 10/20 anni, come al solito in questi casi, si cercheranno i "perchè" dell'accaduto. Fra i tanti motivi ve ne propongo uno: la sostanziale irresponsabilità delle banche: uno dei veri motivi della crisi. Infatti fra qualche anno chi si prenderà l'onere di studiare il "fatale biennio 2011-2012", si indignerà non tanto per l'enormità dei fondi prelevati dai contribuenti per "salvare" l'economia, ma per chi li riceve: i banchieri e i loro "entourages".

Essi si sono arricchiti per anni e ora stanno fallendo così con gli Stati (in primis l'Italia) che hanno vissuto per un ventennio o più al di sopra delle proprie possibilità, in virtù di classi politiche irresponsabili. Ma nel "fatale 2012" l'errore viene premiato e non punito. E' quello che figli e nipoti vedranno (forse...) quando studieranno il periodo presente.

Per cogliere il fallimento dei piani di salvataggio occorrerà guardare non solo agli aspetti giuridico-finanziari della crisi, ma anche a quelli morali. Nelle società avanzate individualiste e atee dell'Occidente, alla base dell'idea di giustizia, c'è un solo cardine: ciascuno è responsabile delle conseguenze delle proprie scelte. La relazione ferma tra rischio e responsabilità è il fondamento del Capitalismo. L'unico, in verità, che ha sostituito gli antichi dieci comandamenti.

Il mercato è il mezzo secondo cui il profitto individuale diventa bene comune. Così ci hanno insegnato i sacerdoti ortodossi della religione dominante. Più responsabilità si assume negli investimenti, tanto più questi dovrebbero essere ponderati e "onesti". Tutto questo non è avvenuto e le banche hanno praticamente in dieci anni distrutto il risparmio privato e degli stati.

Dovrebbero essere punite? No, sono premiate attraverso il drenaggio fiscale che rivolge ad esse tutte le (ultime) risorse dei cittadini. Questo che sta avvenendo è il contrario dei presupposti stessi del Capitalismo: chiunque può tentare, chiunque può farcela, ma chiunque può fallire. Se vi fosse coerenza tra principi e comportamenti ciò dovrebbe condurre alla conclusione che, chi è in difficoltà per colpa propria, dovrebbe contare solo su una limitata solidarietà da parte della comunità.

Così avviene per i singoli, indiscutibilmente. Per essi non c'è salvezza. Non così per le banche che, principali attori della catastrofe, vengono premiate. Perchè? Quello che i "salvatori" sostengono contro la loro stessa logica e con toni sempre più disperati è che: "se una banca fallisce, affondano tutte..." e i risparmiatori perdono i loro soldi. Per farla breve, il salvataggio dei distruttori e dei colpevoli, costa meno della bancarotta.

L'argomento dei "salvatori" è suggestivo. Lo è tanto che oggi i banchieri, proprio nei paesi più dissestati, (Grecia, Italia...) sono stati posti addirittura (non eletti) alla guida del Governo. Quindi premiati al sommo grado anzichè puniti. Tuttavia l'argomento, pur suggestivo come dicevamo, soffre di due limitazioni almeno.

La prima: chi si è dimostrato incapace e "distruttore" continuerà ad esserlo, anzi lo sarà di più, quando risulta chiaro che anzichè punito viene premiato.

La seconda: mettendo a nudo l'assenza di ogni "moralità" nel comportamento dei "grandi" (mentre ai piccoli questa moralità viene richiesta al grado massimo attraverso l'iperfiscalità) scopre la sostanziale mancanza di regole del sistema (o, in altre parole: la falsità della religione...), aprendo la strada a quella disgregazione civile che sarà il leit-motiv dei prossimi disgraziati anni dell'Europa. In poche parole ogni popolo ha bisogno di dei, ma guai quando essi si rivelano falsi e bugiardi.

Il Cancelliere

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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