Politica internazionale/ Da domani in Europa torna ufficialmente il primo Stato fascista.

I nostri lettori più attenti ricorderanno che nella primavera scorsa, esattamente il 26 aprile, pubblicammo un articolo con questo titolo: "L'Ungheria approva una Costituzione di stampo fascista.C'è da meditare".

Non si trattò di un articolo tra i più letti. Vanta ad oggi poco più di 300 lettori, ma fu ancora una volta profetico. Da domani, uno Stato europeo, l'Ungheria come detto, avrà per la prima volta dopo sessant'anni una Costituzione "fascista" in tutto e per tutto. Il bello è che si tratta di un paese aderente all'Unione Europea, che, a parole se ne dice preoccupata, ma in realtà nulla fa o può fare.

La nuova Costituzione subordina il potere legislativo al Governo che legifera solo attraverso decreti (curiosa coincidenza: come fece Hitler dal 1933 al 1945); subordina al Governo la Magistratura; di fatto mette fuori legge l'opposizione e chiude i mezzi di comunicazione non allineati.

Da domani l'unica radio libera del paese perderà le frequenze. Inoltre il nuovo Stato proclama l'esistenza della "Grande Ungheria", con ciò proclamando anche la superiorità della magiarità e preparandosi a poco simpatici rendez-vous con i vicini: Romania, Slovacchia, Serbia.

Una situazione apparentemente paradossale laddove l'Unione Europea mostra un singolare interventismo negli affari extracontinentali (lo vedremo fra poco nel Golfo Persico) ma una grande e sospetta cecità nei fatti di casa sua. In ogni caso, lo diciamo per gli amanti della Storia, l'Ungheria come l'Italia è stata spesso un precursore.

Politici ungheresi, per mantenere la loro supremazia sugli slavi, gettarono la vecchia Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale; subito dopo e in contemporanea con l'Italia (e molto prima della Germania), sorse un regime fascista che fu l'unico fedele alleato del nazismo fino agli ultimi giorni della seconda guerra mondiale.

I massacri di prigionieri e di ebrei dell'aprile '45 sulle rive del Danubio sono sconosciuti ai più, ma ben noti agli storici. Nulla di simile avvenne in Europa, se non in qualche parte della Polonia e forse della Croazia. "Convertiti al comunismo" vissero trent'anni travagliati ma apparentemente calmi sotto il regime di Janos Kadar, finchè, ritornati alla democrazia, gli ungheresi hanno deciso che non fa per loro e forse assecondando un'atavica tendenza del proprio essere, hanno deciso di ripercorrere la strada del totalitarismo. Chissà che la Storia non si ripeta ancora una volta?

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