Costume&Politica/ Le lacrime della Fornero

Ognuno in questo mondo vede le cose a suo modo. I poliziotti ci dicono che  anche le testimonianze su fatti reali e visti da vicino finiscono per essere molto discordi nelle versioni dei presenti, figuriamoci quindi di quanto possano essere diverse le interpretazioni di uno stato d’animo altrui. Ad esempio, nelle lacrime del ministro Fornero, dove altri hanno visto debolezza io ho visto forza autentica. Forza, sempre in relazione agli altri. In relazione soprattutto ai suoi critici più accesi che hanno usato anche le parole "cedimento", "debolezza", ed in un caso addirittura “insufficienza di carattere per il ruolo ricoperto”.


Avverto che non ho una conoscenza profonda della signora  Fornero  eche mi baso su quanto ho visto in questi giorni  e sulle motivazioni che
l’hanno portata al ruolo di ministro del lavoro. Salta agli occhi che i suoi critici maggiori sono tutti portatori di colori. Chi ha la camicia rossa, chi ce l’ha verde, chi azzurra, chi nera e chi di altro colore ancora ma quasi nessuno di essi mostra sufficiente libertà rispetto al suo vincolo di fare coincidere il suo discorso coi presunti interessi del suo colore, fino al punto che anche un episodio come quello della lacrima del ministro deve essere sacrificato su quell’altare.

Non credo che quei signori siano privi di intelligenza, sembra piuttosto che essi siano incatenati all’interesse dei propri “patronati” fino a perdere libertà, autonomia di pensiero e quindi anche forza, assomigliando sempre più dischi rotti che con pochissime variazioni ripetono sempre lo stesso ritornello. E spesso non si vergognano nemmeno di rispondere ad un cattivo padrone. Non mi sembra il caso del ministro che mi risulta scelta come persona, singola, senza padroni e libera di pensare e quindi immensamente più forte di quei signori, anche quando una lacrima bagna il suo volto ed anche quando il suo pensiero la condurrà a scelte che solo i fatti poi ci diranno quanto siano giuste o sbagliate e quanto assistite dalla fortuna e quanto fallaci.

Una domanda che mi viene alla mente quando li sento. Come fanno ad ergersi a critici oggi, dopo anni ed anni di presenza nei luoghi decisionali, cioè la Camera ed il Senato? Che facevano lì? Ricordo che agli inizi degli anni novanta, Giuliano Amato ammise pubblicamente che la dirigenza politica aveva preso provvedimenti, in un  altro momento critico,solo quando il Paese aveva le spalle al muro. Oggi, invece, i nostri eroi fanno le bucce alle lacrime della Fornero che cerca di rimediare alle conseguenze delle loro debolezze.

Steve


   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net