Economia/ Il Cancelliere: "La catastrofe è arrivata"

theEndDa quando siamo in età d'intendere, non ci ricordavamo un weekend come questo appena trascorso. In attesa, lunedì, delle decisioni del Governo Monti sulla cosiddetta manovra, era tutto un leggere, commentare, chiedersi, interrogarsi, prevedere. Il bello è che, pressapoco, già si sapeva (quasi) tutto, mancava solo la "sorpresina" che puntualmente ogni anno arriva agli italiani (quest'anno a dir la verità è la quarta). Stavolta si è materializzata con un blocco dell'adeguamento "tout court" delle pensioni all'inflazione, ma, per il resto, più o meno si sapeva già tutto. Ma qual è il senso di tutto ciò? E allora abbiamo chiesto per l'ultima volta al Cancelliere, che gentile e disponibile ci ha risposto dicendo però: "...è l'ultima volta..."

- Cancelliere ci dica: cosa succederà?

Niente che non sia l'ultimo atto di quello che abbiamo scritto da anni. La grande crisi di liquidità dell' "era della grande contrazione" è arrivata e ci accompagnerà per tanto, tantissimo, tempo. Oggi Monti (ma sarebbe potuto essere chiunque...) è costretto a racimolare gli ultimi 40/50 miliardi per pagare i creditori "privilegiati". Poi può succedere di tutto. Ad esempio, tenga conto che in ogni caso da marzo/aprile dell'anno prossimo l'Italia avrà enormi difficoltà a rifinanziare le tranches di debito in scadenza. Ecco cosa intendo quando dico può succedere tutto.

- In che senso?

Nel senso che, è stato chiaro fin dall'inizio, questa "grande contrazione", già percepibile da almeno tre anni, la pagheranno due o tre ceti ben definiti, sui quali graverà tutto il peso del fallimento (o concordato fallimentare se preferisce...)
.

- Quali saranno questi ceti?

In primo luogo i risparmiatori che tra tutti i "ceti" è il più multiforme, non decifrabile, e in quanto tale non ha "difensori". La pagheranno due volte: oggi con le misure fiscali, domani con l'inevitabile frantumazione dell'euro e con l'Italia e la sua nuova moneta non convertibile. I primi, oggi, saranno quelli che hanno "investito" nella casa. Poveretti...


- E poi?

Poi i lavoratori del settore privato, con due o tre anni di recessione e disoccupazione, più, ovviamente, i pensionati specie del settore privato, defraudati della perequazione, con l'inflazione che salirà.


- Infine?

Gli ultimi sono i lavoratori autonomi (autonomi per forza...) che dovranno pagare come "parassiti" ed "evasori" colpe loro e (sempre più spesso) non loro. Magari dei loro padri? Chissà? A seconda che il singolo rientri in una o più di queste categorie pùo essere misurato il suo tasso di infelicità futura. Se rientra in tutte e tre le "classi" guai a lui! Ma, in genere, si può appartenere a due classi. La seconda e la terza si escludono, almeno negli individui, nelle famiglie, spesso, si sommano.


- Bella prospettiva. Ma chi si salverà?

Globalmente pochi. Pochissimi. Comunque come in tutte le società arretrate diciamo: il pubblico impiego e buona parte (ma non tutta...) della "Casta". Qualcuno dovrà essere sacrificato. Per salvare gli altri...

- Ah sì? E chi?

I personaggi minori; le cariche elettive e qualche ente per "fare scena". Gli altri si salveranno. Anzi, le dirò, in un mondo poverissimo quale quello che avremo fra 10 anni, saranno relativamente ricchi. Ricordi che la ricchezza è sempre un fatto relativo e si misura nel rapporto col prossimo.


- Ma cosa resterà del nostro mondo?

Di quello odierno (o almeno di quello che conoscevamo fino a tre/quattro anni fa) poco, quasi nulla. Pensi solo che fra qualche anno spariranno (ora sono solo diminuiti) i commercianti in senso stretto. Ci saranno solo "catene". Niente plurimarca. Tutti la stessa roba. Cara e qualitativamente da "terzo mondo". I salari del settore privato avranno un potere d'acquisto risibile come quello che David Ricardo teorizzò nella "legge bronzea del salario". Ricorda amico mio?

- Sì ricordo bene. Le sue citazioni colgono nel segno!


Il pubblico impiego sarà dominante rimanendo l'unica cinghia di trasmissione della Casta. Con una legittimazione democratica o pseudo tale. Nel pubblico impiego avranno un posto importante i "Ministeri della forza" cioè i portatori d'armi. Ed è ovvio visto che vi sarà pericolo di disordine sociale e i futuri privilegiati dovranno difendersi. Che diamine!

- Questo "ridisegno" della società che lei prevede nel prossimo futuro sarà omogeneo?

O no! Assolutamente no! Le pare possibile?

- Beh! Parlano tanto di equità.


Ridicolo! Territorialmente soffrirà di più il Nord dove spariranno le attività autonome medio-piccole che ne sono la spina dorsale. Con l'occupazione connessa che andrà in crisi, rispetto al Sud che, vivendo di pubblico impiego, si gestirà meglio.

Da ciò potranno nascere grosse tensioni. Potrebbe trarne qualche beneficio persino un partito del tutto squalificato come la Lega. E’ un paradosso ma è possibile.

- E da noi? Da noi nel "paesello" in cui anche lei è nato?


Da noi andrà particolarmente male. Questo per la coincidenza di alcuni fattori. Il nostro è un territorio ove il risparmio si è molto concentrato sull'immobiliare e lì saranno dolori. Il crollo dei prezzi, già in atto da tre/quattro anni diventerà catastrofico. Poi i Comuni hanno reso grandissima parte del territorio astrattamente (solo astrattamente badi bene...) edificabile e quindi per i terreni saranno dolori con le varie super Ici ecc. ecc. che verranno applicate. Inoltre la classe politica locale è mediamente più scadente (molto) di alcune altre zone del Paese (ad esempio il Veneto). Quindi prenderà provvedimenti che aggraveranno la crisi. Poi il tipo di turismo locale, l'estrema risorsa..., soffrirà più di ogni altro. Pensi solo all'IVA al 12% che sui prezzi avrà una ricaduta almeno del 10%, unita alla tassa di soggiorno e alle addizionali che gli enti applicheranno a piene mani. Queste sovrimposte andranno a coprire i debiti delle opere inutili (Palas, Trc, ecc.). Il resto sarà solo recessione... Pensi solo a un fatto. Un fatto apparentemente banale.

- Quale?

L'impossibilità di attuare, per mancanza di liquidità, la manutenzione degli immobili privati ne determinerà il rapido degrado. Quindi caro amico, guardi bene la sua Rimini!

- Perchè?


Perchè fra pochi anni non la vedrà più.

- E' un peccato.

Sì è un peccato, ma, mediamente, ce lo meritiamo.

- Un’ultima domanda: ma il Governo Monti avrebbe potuto fare qualcosa di diverso?

In linea di massima, e guardando la realtà, no. Oggi servono soldi e basta, e li si può prendere solo dalle case, dai carburanti e poco altro. Toccare i privilegi, ad esempio le esenzioni della Chiesa Cattolica, è quasi impossibile, visto che la “manovra” deve comunque passare in Parlamento, e non è detto che ce la faccia. In ogni caso, passando lì, potrebbe solo peggiorare. In quanto la Casta è ancora potentissima, e solo ora ce ne rendiamo pienamente conto.


La redazione

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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