Politica&Rimini/ La fase infantile del post comunismo: Gnassi e Vitali alla battaglia del Trc

piangenteCi hanno fatto vedere, un po' per forza, la registrazione, su una tv del "paesello", di un dibattito cui hanno preso parte i due giovani principini, presidente e sindaco, Vitali e Gnassi. Dibattito che ha toccato (o avrebbe dovuto), i principali temi della politica locale.

Terribile. A parte gli atteggiamenti annoiati e seccati dei due principini, quel che colpisce è la povertà di idee che li porta, sempre e comunque, a ripetere i soliti slogan, quasi come dei riti per scacciare gli spiriti maligni che potrebbero annidarsi in un briciolo solo di autocritica e/o ragionamento. L'esempio più clamoroso riguarda il Trc. Dopo che Riccione e il suo sindaco Pironi (peraltro ripreso in malo modo dalla "generalissima" Petitti sui giornali), hanno iniziato sempre più evidentemente a cercare di "sfilarsi" dal disastro prossimo venturo, su di loro sono cascati gli anatemi dei giovinotti spalleggiati, nell'occasione, dall'inspiegabile "assessore a vita" Alberto Rossini, che dopo i fasti degli anni '90 alla Confcommercio, da ormai un decennio si dedica, ahinoi, a fare l'assessore alla mobilità" con i risultati che tutti possiamo vedere: una città intransitabile e immobile.

Comunque, per tornare ai nostri due campioncini, sul Trc, l'ultima (anche per forza) delle "faraonate" di questi due decenni disgraziati, lo slogan è: "noi tireremo diritto". E questo nonostante si annunci come la più colossale, dispendiosa e assurda opera di regime di questo sventurato fine/inizio millennio. L'ultima perchè le altre (Palas e Fiera) ormai ci sono e ci toccherà pagarle. Dispendiosa perchè costerà, alla fine, fatti bene i conticini, un 15 milioni a chilometro per fare nulla e accumulare annuali pesanti perdite di gestione.

L'unica speranza è che, nonostante tutto e i milioni buttati finora, non si faccia, anche perchè risorse per una roba del genere non ce ne sono più e a Riccione (dove anche nel Pd qualche cervello, anzi più di qualche, funziona ancora), si sta appunto sganciando. Se così non fosse saranno guai, specialmente per i riminesi non difesi come capita ai riccionesi da un sindaco all'altezza.

E pensare che basterebbe che il duo rampante imparasse dai "maestri" di Coopsette. I quali "maestri", acquistando per pochi spiccioli l'area della Novarese, ci faranno quello che (a loro) serve: l'albergo. E lasceranno ai posteri quello che non serve (a loro): il resto, cioè tutto e in particolare lo strombazzato "Polo del Benessere". Ma perchè, ci chiediamo, nel "Pubblico" quelli che sanno ragionare non ci finiscono mai, e dall'altra parte sempre? Mistero... (nell'immagine: Gnassi risponde pacatamente alle domande dei giornalisti sul Trc)

wo.

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